
La guerra, nell’anno di grazia 2022 (quasi 2023), non si combatte più soltanto in prima linea: la tecnologia, la connessione e la possibilità di condividere hanno aperto nuovi fronti che gli eserciti, e non solo loro, sfruttano. Non si parla dei cyber attacchi, ormai devastanti quanto e più di un missile di precisione, ma di tutto quello che può fare breccia negli occhi del mondo intero, che assiste quasi impotente all’ennesima guerra scellerata, ancora una volta destinata a scrivere una pagina nera nella storia dell’umanità.
A modo loro, anche alla “Starni Games” hanno deciso di battersi, malgrado con le armi e i carri armati loro non abbiano nulla a che fare. Nel piccolo studio di Kiev fondato nel 2013 da Ihor Tymoshenko, lavorava un gruppo di sviluppatori di videogames che nel marzo di quest’anno ha scelto di battersi per il proprio Paese usando uno dei mezzi più popolari, diffusi ed empatizzanti del pianeta: i videogiochi.
Dietro al titolo “Ukraine War Stories” non si nasconde il solito gioco ammazzatutti, ma un modo assai sofisticato di far conoscere il profumo velenoso della guerra. Per quello scherzo strano del destino, alla Starni erano specializzati proprio nei videogames ambientati nella Seconda Guerra Mondiale, e lo scorso febbraio, quando il conflitto è esploso in casa loro, chi poteva è fuggito altrove. Qualcuno finito al sicuro in un altro Paese europeo, altri sono stati costretti a nascondersi nei sotterranei per timore delle bombe che piovono all’improvviso dal cielo.
Lentamente, Ihor Tymoshenko è riuscito a contattare i suoi collaboratori chiedendo ad uno per uno di andare alla guerra per difendere la Patria, ma attraverso quello che conoscevano meglio, un videogame, efficace veicolo di propaganda in grado di far vivere a chi è dall’altra parte dello schermo cosa significhi da civile vivere in un Paese martellato dalla guerra.
Ukraine War Stories è in realtà una “visual novel”, ovvero una raccolta di tre storie dove non esiste un vero e proprio ambiente di gioco, ma una sequenza di testi e immagini che raccontano i luoghi e i dialoghi di alcuni personaggi da selezionare all’inizio del gioco. Il gioco permette di scegliere una delle risposte possibili determinando un’azione e una conseguenza che porta ad un cambio. Si tratta di un genere testuale assai amato in Giappone, molto più semplice da realizzare rispetto ad un videogame tradizionale, che avrebbe richiesto molto più tempo, lavoro e impegno. Tre condizioni che la guerra non rende possibili.
Le tre storie sono ambientate a Mariupol, Bucha e Hostomel, dove un gruppo di personaggi spiega le azioni che si possono intraprendere. Il tutto, per aumentare l’immersione nel conflitto, utilizzando foto reali virate per rendere l’impatto meno cruento. Le storie, precisano dalla Starni, sono rivisitazioni di fantasia di fatti reali raccontati da testimoni oculari e di cui esiste ampia documentazione sui media.
Fra le possibilità di scelta si arriva al finale, che al contrario della tradizione nipponica delle visual novel, questa volta non c’è l’opzione perché sia positivo: i protagonisti e di conseguenza i giocatori si troveranno di fronte a scelte drastiche, e spesso drammatiche. Ukraine War Stories è totalmente gratuito.












