
Per la terza volta consecutiva, un prototipo del razzo Starship di Space X è esploso al momento dell’atterraggio. E dire che questa sembrava la volta buona: l’SN10 (Serial Number 10) era decollato alle 11:20 ora locale da Boca Chica, in Texas, per un volo suborbitale: spinto da tre motori, dopo aver raggiunto i 10 km di altitudine il razzo ha assunto la posizione del rientro riuscendo a toccare terra regolarmente. Ma l’entusiasmo del commentatore ufficiale della SpaceX, John Insprucker, si è spento poco dopo, quando il razzo è esploso. Al momento non sono state fornite spiegazioni e dettagli tecnici.
Starship è il programma di test per la navicella che Elon Musk vorrebbe inviare su Marte, il cui programma è vittima di rallentamenti per i numerosi incidenti di percorso: altri due razzi, SN8 ed SN9, avevano subito la stessa sorte a dicembre e all’inizio di febbraio.
Ma qualche intoppo non ferma la fantasia di Musk, che mentre sogna di colonizzare lo spazio immagina nuovi progetti terrestri, uno più ambizioso dell’altro: l’ultimo sogno è costruire la propria città.
Ribattezzata Starbase, dovrebbe sorgere in Texas, a poca distanza dalla foce del Rio Grande e dal confine con il Messico. È stato lo stesso Musk a svelare il progetto su Twitter, usando poche parole che hanno già acceso la fantasia dei suoi 48 milioni di follower: “Creating the city of Starbase, Texas”.
L’area è quella del piccolo borgo rurale di Boca Chica, la stessa che Musk ha affittato per fare da base ai suoi esperimenti spaziali: sufficientemente ampia da non creare danni o conseguenze in caso di danni ed esplosioni. Secondo le prime indiscrezioni che filtrano dal quartier generale del vulcanico inventore sudafricano, l’idea di Starbase sarebbe già in fase più avanzata di quanto ammesso pubblicamente, cominciando da un sistema idrico pubblico che fornisca acqua corrente, cosa che a Boca Chica non esiste ancora: l’acqua viene portata regolarmente con autobotti.
L’idea, oltre al progetto avveniristico che vede impegnate frotte di architetti e urbanisti, è di riuscire ad ottenere la possibilità di una regolamentazione autonoma, unita alla prerogativa di poter emanare proprie leggi. In realtà, l’idea di Elon Musk non è la prima in questo senso: in Arizona si parla da tempo della possibilità di edificare metropoli “private” altamente hi-tech che farebbero gola ai colossi della Silicon Valley californiana.
Ma Elon Musk, come sempre, è più avanti degli altri: avrebbe invitato gli abitanti di Boca Chica, ormai rassegnati a diventare cittadini di Starbase, a sottoscrivere una petizione in cui si richiede l’autonomia legale e fiscale rispetto al resto dello Stato e dell’America.
Suggestioni? Neanche un po’: gli amministratori della contea di Cameron hanno confermato i primi contatti con la società SpaceX, aggiungendo però che se le intenzioni sono serie saranno necessari diversi passaggi e procedure previste per legge. “Non basta un tweet di Elon Musk per risolvere la situazione”.








