
Molto prima dell’avvento di Indiana Jones e di altri eroi dell’avventura, i ragazzini degli anni Trenta del secolo scorso viaggiavano con la fantasia affidandosi alle avventure di “TinTin”. Un ragazzino-reporter belga di cui non si conosce il passato, con i capelli rossi e i pantaloni alla zuava, sempre in compagnia dell’inseparabile cane “Milù”, coinvolto in straordinarie avventure. A idearlo era stato “Hergé”, acronimo del fumettista Georges Prosper Remi, punto di riferimento della cosiddetta “Letteratura disegnata” e padre putativo della scuola franco-belga del fumetto.
Una figura e un personaggio dimenticati un po’ in fretta, a cui perfino Steven Spielberg e Peter Jackson hanno ammesso di aver trovato ispirazione dalle sue tavole. Anche se, a onor del vero, Tintin è ormai diventato un'icona culturale acclamata da diversi artisti contemporanei diversi come Roy Liechtenstein, Keith Haring, Dran e Invader. Il reporter belga è celebrato dalla Street Art, così come dal teatro e dal cinema.
Tintin esordisce il 10 gennaio 1929 sul settimanale “Le Petit Vingtiéme”, passando poi su altre testate fino al 1946, quando la popolarità giustifica una pubblicazione propria, “Le journal de Tintin”.
Le Avventure di Tintin sono state tradotte in oltre 100 lingue, a testimonianza del loro carattere universale e dell'estetica senza tempo che contraddistingue lo stile e il talento di Hergé, racchiusi nella semplicità del tratto e delle forme, sempre leggibili e ampiamente comprensibile. Ancora oggi questa celebre estetica, soprannominata "ligne claire" (la linea chiara), non ha perso nulla della sua modernità.
Hergé era un grande ammiratore dell'arte contemporanea del suo tempo, un interesse che si riflette negli album di Tintin e che gli valse persino l'onore di veder immortalata la sua immagine da Andy Warhol negli anni Settanta.
La prima avventura di TinTin era ambientata in Russia, poi in Congo, Nord America, Cina, Inghilterra, Scozia, Jugoslavia e Austria, compresa una tappa sulla Luna. Uno degli album più venduti della serie, il terzo volume della serie “Tintin in America”, vede il giovane reporter belga trascorrere un periodo negli Stati Uniti tra Chicago e il Midwest. Pubblicato per la prima volta nel 1932 con una piccola illustrazione stampata sulla copertina che mostrava Tintin seduto su una roccia con Snowy sdraiato accanto a lui. In occasione della terza edizione, nel 1937, la piccola illustrazione di copertina venne sostituita da un'altra versione che mostrava Tintin in sella a un cavallo, stampata su carta e incollata direttamente sulla copertina dell'album. All'inizio degli anni '40, le tecniche di stampa si erano evolute e permettevano di realizzare una copertina a colori a tutta pagina.
È proprio quell’album il protagonista dell’asta che il prossimo 10 febbraio Parigi, andrà in scena presso le sale di “Artcurial”. Un’asta che si annuncia un evento eccezionale e rarissimo per collezionisti e musei: iI disegno originale di Hergé per la copertina di “Tintin in America” del 1942, stimato tra i 2,2 e i 3,2 milioni di euro. Il disegno destinato all’asta è l’originale, utilizzato nuovamente per la prima edizione a colori del 1946.
Le creazioni di Hergé, che una volta appartenevano al mercato specializzato dei fumetti, sono ora vendute sul mercato globale fine arts: i recenti record mondiali ottenuti da Artcurial per i disegni di Hergé si avvicinano ai prezzi dei più grandi artisti contemporanei al mondo.










