
Quelli che la bistecca ancora la gradiscono non hanno dubbi: soltanto la “Wagyu” è la Rolls Royce della carne. In effetti, anche il costo, in proporzione, è molto simile: 260 dollari per una bistecca da 200 grammi circa la rendono un cibo per pochi.
Il segreto della Wagyu è la fittissima trama di grasso che oltre a donare un effetto visivo marmorizzato la ammorbidisce rendendola tenerissima. Come per il manzo di Kobe - quello che massaggiano per anni per ammorbidire la carne mentre è ancora in vita – anche la Wagyu è prodotta in Giappone secondo una tradizione antichissima e sottoposta a disciplinari rigidissimi, con indicatori che vanno a 1 a 5 riguardanti colore, consistenza, venature, qualità e resa. Ogni capo, femmina e vergine, dev’essere cresciuto per 7-8 mesi nella regione di Tajima: ha un nome ed un vero pedigree in cui è riportato perfino il tipo di vita e cosa ha mangiato nella sua esistenza.
Cosa che peraltro può considerarsi una vera vita fortunata rispetto a molte altre razze animali: i manzi Wagyu bevono birra, mangiano fieno, orzo, crusca e soia ascoltando melodie delicatissime, oltre ad essere sottoposti quotidianamente anche loro a massaggi benefici. D’altra parte il termine Wagyu è l’incontro fra due termini “Wa”, ovvero la pace e l’armonia della cultura giapponese, e “Gyu”, il bovino. (Germano Longo)











