FOOD – Pasta senza fuoco? Arriva il «Passive Cooker»
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Il prezzo del gas sta calando. Significa un po’ di sollievo per le bollette, ma anche scongiurare quello che qualche settimana era diventato un caso e una polemica tipicamente italiana: cuocere la pasta a fuoco spento.

A scatenarla, senza immaginare il putiferio, era stato nientemeno Giorgio Parisi, Nobel per la Fisica, che abbandonando formule e teorie aveva indossato il grembiule da massaia suggerendo come risparmiare sul gas senza rinunciare alla pasta. Apriti cielo. Da una parte chi era d’accordo con il fisico, dall’altra la categoria degli chef quasi al completo, che ha rimandato al mittente l’idea con un solo commento: la pasta cotta così fa schifo. Punto e basta.

Sembrava finita lì, invece sull’argomento “cottura passiva” è calata nientemeno che la “Barilla”, marchio italiano fra i più conosciuti, apprezzati e diffusi del mondo. Il colosso modenese, rimettendo in moto la questione, ha appena lanciato il “Passive Cooker”, uno smart device studiato proprio per preparare la pasta risparmiando sul gas. In più, un gadget che questa volta non si conquista raccogliendo punti delle merendine, ma che è possibile realizzare in casa usando una stampante in 3D, dopo aver scaricato le specifiche degli elementi direttamente dal sito Barilla.

Il case racchiude una scheda “Arduino Nano 33 Ble” bluetooth a basso consumo per il collegamento ad una specifica app per iOS e Android. A questo si aggiunge un sensore che rileva la temperatura e due batterie ministilo AAA. L’app segnala con una notifica che il device ha raggiunto la temperatura corretta, ovvero il momento in cui “buttare” la pasta, usando la fiamma del gas il minimo possibile, per poi lasciare che il calore accumulato termini il lavoro.

A corredo, Barilla ha anche approntato una tabella con i tempi di cottura dei più diffusi tipi di pasta. Gli spaghetti numero 5, ad esempio, hanno bisogno di 2 minuti sulla fiamma e altri 8 con il metodo Passive Cooking, contro i 9 della cottura tradizionale. I fusilli 2+10, quando invece in pentola ne servono almeno 11, così come le penne rigate.