FOOD – Il primo panino da distanziamento sociale
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Bisogna essere sinceri: mantenere il famigerato distanziamento sociale è un’impresa. Non fa parte del bagaglio mentale dell’umanità, abituata da secoli alle relazioni, a socializzare e a stringersi “a coorte”, come dice l’inno nazionale.

Ma la situazione anomala e difficile impone regole nuove, e per quanto costi fatica vanno mantenute, per il bene di tutti. Non c’è angolo di mondo in cui creativi e menti fantasiose si siano sforzate di trovare modi, artifici e metodi per costringere chi abbiamo di fronte a restare oltre il fatidico metro e mezzo che rappresenta la sicurezza, secondo le direttive sanitarie. Ma forse, l’idea più giusta l’hanno avuta l’agenzia digitale britannica Wunderman Thompson e Burger King, uno dei colossi del fast-food, che dopo aver studiato a fondo il problema, hanno semplicemente (e in modo ironico) individuato l’unico stratagemma per far sì che intorno ad ognuno di noi si crei il vuoto pneumatico: puzzare.

Attenzione, non significa rinunciare alla doccia, allo shampoo e all’igiene personale, ma semplicemente trovare il modo di emanare un olezzo universalmente considerato poco piacevole, come quello della cipolla. Tutto questo per raccontare la nascita del Social Distancing Whopper, un classico hamburger con la polpetta di carne grigliata, pomodoro a fette, lattuga, cetriolini e ketch-up, ma con l’aggiunta di un triplo strato di cipolla, l’arma letale sufficiente a garantire il distanziamento sociale, anche se un po’ forzato.

Bastava arrivarci, ed è curioso che proprio in Piemonte nessuno abbia ancora pensato alla classica e tradizionale bagna càuda da asporto: con il profumo d’aglio in grado di emanare, l’effetto di fendere in due la folla sarebbe pressoché garantito.