FOOD - Il primo chef-robot della storia

La pandemia sta facendo delle vittime che non entreranno mai in nessuna statistica e di cui nessuno parla abbastanza: le donne, o gli uomini, che da mesi, dal momento della serrata di bar e ristoranti, sono costretti ai fornelli tutti i giorni, pensando dalla colazione alla cena dell’intera famiglia. Una vera dannazione, specie per chi cerca di variare un minimo i piatti da mettere in tavola.

È vero, il cibo da asporto aiuta, ma anche per questioni di portafoglio non si può vivere aspettando costantemente i rider fuori dalla porta di casa. A questo si aggiunge che, secondo le statistiche, cucinare non è una delle prerogative delle Millennials, le trentenni di oggi, che ziagzagano come possono fra sandwich, surgelati e “pronti a cuocere” di macellerie e gastronomie. Secondo una ricerca inglese che ha coinvolto il resto d’Europa, nell’epoca dei foodies e dei reality dedicati alla cucina, le trentenni si limitano a spaziare fra una varietà di quattro piatti, più o meno.

È soprattutto a loro e a chi “patisce” i fornelli, che farà piacere il debutto di MK1, uno dei più ambiziosi progetti della Moley Robotics, una startup britannica nata sulle idee del matematico, informatico e imprenditore di origini russe Mark Oleynik, che ha appena svelato il primo robot da cucina. Attenzione: non si tratta del solito marchingegno ingombrante taglia-trita-cuoci, ma di un vero e proprio automa a cui ordinare il piatto preferito ed è perfettamente in grado di occuparsi di tutto, compresa la pulizia finale della cucina.

La meraviglia, costata anni di lavoro a 100 ingegneri e tre chef professionisti, presentata per la prima volta come prototipo alla fiera di della tecnologia di Hannover nel 2015, al momento è stata immaginata per le cucine di hotel, ristoranti e aziende di catering, ma nei piani futuri è già prevista una versione “casalinga”.

Il sistema fa capo a due braccia robotiche che sfruttano un sistema a binario fissato sul soffitto per muoversi, fino al punto da essere perfettamente in grado di prendere la pentola giusta e scegliere fra i vari ingredienti dal frigorifero, seguendo poi la cottura passo per passo su un piano a induzione: da solo regola la temperatura, utilizza il lavello per riporre le pentole sporche, sa tritare, sminuzzare, versare, mescolare e impiattare esattamente come un vero chef. Il sistema, che può essere realizzato su misura alle diverse esigenze di ogni singolo cliente, è dotato di 20 motori diversi, 24 giunzioni, 129 sensori e una telecamera 3D che mappa tutto, dagli ingredienti agli strumenti necessari per preparare 500 ricette preimpostate, le prime di un piano che prevede di arrivare ad una scelta fra oltre 5.000 intingoli diversi, compresi piatti di cucina etnica.

Al proprietario, a cui spetta comunque il compito di disporre gli ingredienti a portata di “braccia”, non resta che seguire il tutto attraverso il touchscreen di un tablet da cui ha ordinato il piatto, scegliendo anche quali alimenti utilizzare e quali no. Il robot da cucina, al momento, ha un solo, enorme difetto: costa 340mila dollari, più o meno 280mila euro, a cui l’azienda consiglia di aggiungere la spesa di un set di pentole espressamente creato per meglio adattarsi alle mani robotiche. Forse è meglio continuare ad aspettare i rider sotto casa, almeno per adesso.