
“Ciao a tutti! Siamo Tyler Guarino, Marie Eric, Erin Walsh e Rachel Nie, co-fondatrici, amiche e compagne di corso che frequentano lo stesso corso ingegneria chimica biomolecolare alla ‘Johns Hopkins University’. All'ultimo anno di università, abbiamo seguito un corso di design di prodotto sotto la guida del dottor Marc Donohue. Durante il corso, durato un anno, ci è stato chiesto di ideare qualcosa di innovativo e realizzarne un prototipo. Durante la fase di brainstorming, Erin, che faceva parte della squadra di basket e mangiava spesso pasti veloci prima degli allenamenti, stava mangiando un burrito quando le è esploso addosso. Immediatamente le si è accesa una lampadina: era questo il problema che potevamo risolvere. Ha chiamato il team e ha raccontato la sua idea: creare un nastro adesivo in grado di tenere insieme il cibo per consentirne il consumo senza conseguenze. È così che è nato Tastee Tape”.
Senza troppi preamboli e giri di parole, è il modo in cui tre amiche americane hanno pensato, nel loro piccolo, di risolvere un problema al genere umano. Uno di quelli con cui tutti erano abituati a convivere, e che forse avrebbe potuto attraversare i secoli futuri anche senza soluzioni, rassegnati all’idea di qualche macchia. Ma loro hanno detto no, e forse con la loro idea non passeranno alla storia, ma di sicuro hanno appena disegnato il loro futuro di imprenditrici.
L’idea è semplicemente quella di un nastro adesivo in grado di chiudere burrito, kebab o piadine, cibi da street-food che piacciono in ogni angolo del mondo, e ovunque hanno lo stesso problema: al primo morso si aprono, rendendo difficile continuare ad addentarli senza immolare maglioni, giacche e camicie. Il loro “Tastee Tape”, per cominciare è perfettamente edibile e per di più adatto anche a vegani e vegetariani. Era una delle condizioni che le tre si sono poste come mantra insieme all’esigenza che fosse trasparente, privo di sapore e che non lasciasse residui sul cibo. Per realizzarlo sono serviti almeno 50 test diversi combinando ingredienti e materiali, e la ricetta finale è segreta, coperta da brevetto.
Appena possibile, sarà venduto in confezioni simili al normale nastro adesivo, anche per essere pratico e facile da portare in giro. Acquistando un kebab o panozzi simili, sarà sufficiente strapparne un pezzetto, inumidirlo per attivare la parte adesiva e applicarlo.










