
Prima di varcare la soglia di Sir Plus, bisogna fare un esercizio che è l’esatto contrario di ciò che farebbe qualsiasi casalinga: scordarsi di consultare la data di scadenza. Perché tutto quello che è esposto sugli scaffali - tanto vale togliersi subito il fastidio - è rigorosamente e orgogliosamente scaduto. Ma “Sir Plus” non lo nasconde, anzi, è il vero vanto di questo supermercato, aperto nell’elegante quartiere di Wilmersdorf, il primo al mondo dove il cibo è oltre la data di scadenza.
Non è l’idea folle di un avvelenatore seriale, ma quella di Raphael Fellmer, imprenditore che da anni si batte per il saver food, la lotta allo spreco alimentare che vorrebbe trasformare in una moda, esattamente come il vegan e il bio sono riusciti a fare. Tutto nasce una quindicina di anni fa, quando Raphael parte insieme a tre amici, di cui uno italiano, per un viaggio intorno al mondo che ha una sola e unica regola: zero spese e adattarsi a mangiare quello che gli altri non vogliono più. È un training utilissimo per scovare prodotti buttati appena scaduti, ma ancora ottimi, sostanziosi e soprattutto gratis.
Sperò sia chiaro, nulla di quanto esposto sugli scaffali di Sir Plus ha superato la scadenza così tanto da renderlo pericoloso, e comunque ogni singolo prodotto viene aperto, controllato e annusato dal personale, tenendo per buono solo quello presentabile e più che altro ancora commestibile. A quel punto, sulle confezioni compare il timbro gerettet, ovvero salvato dal cassonetto differenziato, accompagnato dal prezzo, che è esattamente la metà di quanto riportato dall’etichetta originale, quella conservata per dimostrare senza ombra di dubbio che la data di scadenza è passata da un pezzo.
Così, baguette imbustate dieci giorni prima, biscotti scaduti all’inizio dell’anno e succhi di frutta che hanno superato indenni l’estate, una piccola parte degli oltre 10 milioni di kg di cibi destinati all’immondizia raccolti in cinque anni di attività, sono diventate l’ultima passione delle massaie berlinesi, che dal giorno dell’apertura fanno la fila alla cassa, ma solo per adesso, visto che la prossima mossa di Raphael è la consegna a casa.
Ma le idee sono come le ciliegie: radicato a sufficienza il negozio berlinese, Raphael culla il sogno di aprire in altre città tedesche e da lì, chissà, conquistare prima l’Europa, e dopo il mondo intero, almeno quello dove il cibo arriva, scaduto o meno.












