FOOD – Celebrando il pistacchio, l’oro verde

Piaccia o meno, Il 26 febbraio è la Giornata Mondiale del Pistacchio, ma prima di accennare un clamoroso “chissenefrega”, sappiate almeno che questo “Oro Verde” ha origini molto antiche: si parla di pistacchi addirittura nel Vecchio Testamento (Genesi 43:11).

Negli Stati Uniti, la storia del pistacchio risale alla prima metà del ‘900: era noto da tempo che la Central Valley della California, grazie al terreno fertile, al clima caldo e secco e agli inverni moderatamente freddi offriva le condizioni ideali per la coltivazione dei pistacchi. In occasione di questa Giornata dedicata al pistacchio, la “American Pistachio Growers” – associazione no profit che unisce i coltivatori di pistacchi americani – in collaborazione con mUp Research, ha condotto una curiosa ricerca, per capire il rapporto che gli italiani hanno con i pistacchi.

Secondo i risultati della survey, gli italiani amano i pistacchi, al punto che molti lo considerano la frutta secca preferita. Un elemento che ha messo d’accordo gli intervistati è la versatilità del pistacchi, consumabili nell’arco dell’intera giornata con un picco nel break pomeridiano, con oltre 1 italiano su 2 che dichiara di mangiarli come spuntino post pranzo. Sul secondo gradino del podio c’è invece l’aperitivo: il 47% degli intervistati ammette che sono ottimi come snack insieme a olive e patatine durante l’happy hour, mentre 4 connazionali su 10 preferiscono consumarli durante la cena. Anche rispetto alla stagionalità, il pistacchio non ha un periodo prevalente: al primo posto gli intervistati hanno risposto l’autunno con il 77% delle preferenze, subito dopo c’è l’inverno con il 75% dei voti, al terzo posto l’estate, preferita dal 64% degli italiani, e a chiudere la classifica la primavera con ben il 61%.

Oltre 8 italiani su 10 dichiarano di mangiarli come snack: i pistacchisono ottimi come spezzafame perché una porzione di circa 30g (che equivale a ben 50 pistacchi) contiene circa 160 calorie.

Tra gli intervistati non mancano però coloro che preferiscono utilizzarli invece come ingredienti per ricette sfiziose: il 45% realizza dessert, il 42% invece preferisce  antipasti o aperitivi, mentre il 33% li usa per dare quel tocco di croccantezza e gusto in più al proprio primo piatto. I pistacchi, infine, vengono consumati perlopiù in casa (63%, contro il 14% fuori casa), dato che viene confermato anche dal fatto che questa frutta secca non manca mai in quasi il 40% delle dispense casalinghe degli italiani.

Ma quanto realmente si sa sui pistacchi e le loro proprietà nutritive? La maggior parte degli intervistati, ad esempio, tende a ritenere che i pistacchi provengano dall’Italia (35%), dall’Europa Meridionale o dalla Turchia (parimerito 23%), mentre solo l’8% ha indicato il Nord America, dove la specie più pregiata e diffusa è la Kerman che costituisce circa il 95% della produzione americana.

Il 43% degli italiani è consapevole che una porzione di pistacchi da 30g corrisponde a ben 50 pistacchi e il 27% sa che questa porzione ha solo 160 calorie. Il 38% invece è al corrente che non fanno ingrassare, mentre il 23% sa che fanno bene al cuore grazie agli alti livelli di grassi insaturi e monoinsaturi contenuti e inoltre il 22% è consapevole che si tratta di una proteina completa.

Tuttavia, sono ancora pochi gli italiani coscienti che i pistacchi sono ottimi snack post work-out (15%) e che hanno un’alta concentrazione di sali minerali (14%). A questo proposito, essendo una proteina completa grazie alla presenza in quantità adeguate di tutti e 9 gli aminoacidi essenziali, i pistacchi tostati sono perfetti spuntini post allenamento perché aiutano a costruire e preservare i muscoli e contribuiscono a dare il giusto “rifornimento” al corpo dopo lo sforzo fisico.