
Allora, tutti pronti: domani, a pranzo o cena (chi vuole anche tutti e due), un bell’hamburger non può negarcelo nessuno. Il motivo è semplice, il 28 maggio si celebra il “World Burger Day”, la giornata mondiale del panozzo americano più celebre che c’è.
Padre putativo di tutti i piatti fast food, venduto agli angoli delle immense avenue americane insieme al cugino hot dog, oggi l’hamburger non è solo più la polpetta di carne grigliata inserita fra due fette di pane, condita con cipolla, salse, pomodoro, lattuga e sottaceti, ma si è evoluto assai. Dal cheese burger al chicken burger, per arrivare alle versioni gourmet e burger veg a base di legumi e cereali, ma senza dimenticare le varianti con pesce spada, salmone affumicato o polpo. Un tripudio di occasioni per la gola che secondo un recente sondaggio attira sempre di più italiani: il 47% ormai considera l’hamburger un piatto immancabile e perfino equilibrato dal punto di vista nutrizionale, a patto di calibrare gli ingredienti.
Ma malgrado gli americani ne pretendano la paternità, secondo alcune ricostruzioni tutto si dovrebbe alla polpetta di carna macinata tipica di Amburgo, in Germania, racchiusa in due fette di pane e tipica della classe operaia. Una ghiottoneria che sarebbe poi finita fra le opzioni vendute a bordo delle navi “Hapag”, che collegavano Amburgo e New York facendo avanti indietro. È da quello, che i portuali americani avrebbero carpito la ricetta.
Ma gli “yankee” non sono d’accordo: l’hamburger era stata l’idea vincente di Frank e Charles Menches, che per la prima volta avevano proposto il panino di loro invenzione nel 1885 durante la fiera di Erie County, ad Hamburg, stato di New York. Da lì, il resto dell’America avrebbe fatto proprio il panozzo, applicando varianti locali: in Texas,l’hamburger più tipico è ricoperto da mostarda e servito con verdure, peperoncino e formaggio, mentre negli stati del Midwest (Minnesota, Wisconsin, e Michigan) gli hamburger sono chiamati “butter burger” perchéserviti con un generoso panetto di burro infilato tra la carne e il pane. In Carolina il burger è accompagnato da formaggio, chili, cipolle, mostarda e insalata di cavolo, nelle isole Hawaii diventa ricoperto di salsa teriyak e ananas. Per finire con Salt Lake City, nello Utah, dove gli hamburger sono imbottiti con carne pastrami.
Ma quando si parla di hamburger, la mente corre in automatico verso McDonald’s, il colosso del fast-food dove il primo pane con la carne in mezzo era venduto a Des Plaine, in Illinois, al prezzo popolare di 15 contesimi. La ricetta è ancora oggi quella originaria: hamburger di carne bovina, ketchup, senape, cipollina, cetriolo e pane. Ed è proprio sul cetriolo, che si è scatenata una faida che l’ha portato prima a scomparire dalla ricetta originale, salvo poi essere reintrodotto a furor di popolo.









