FOOD - È il Carbonara Day, una celebrazione dal sapore amaro

Forse per prepararsi alla mangiata, ma il 6 aprile è il “Carbonara Day”, il giorno in cui il mondo intero celebra uno dei piatti più amato della cucina italiana, secondo solo alle lasagne e seguito a poca distanza dalle tagliatelle. A istituirla nel 2017 era stata la IPO (International pasta Organisation) in collaborazione con l’Unione Italiana Food con lo scopo di diffondere sempre di più i l’immensa cultura e varietà di sapori che compongono il Made In Italy.

A parte l’infilata di locali in tutt’Italia (e non solo) che il 6 aprile di ogni anno inseriscono la carbonara sul menù, si tratta di una ricorrenza molto social, con spaghettate virtuali diffuse ovunque con stories, post, video, foto condivisi in tutto il mondo con l’hashtag #carbonaraday. E come ogni anno, sulla nascita della carbonara si è acceso il dibattito sulla paternità, che secondo alcune correnti di pensiero sarebbe nata intorno agli anni Cinquanta nel nostro Paese, mentre altri attribuiscono la primogenitura al periodo della guerra, nel 1944, dall’incontro nato per necessità della pasta con la “razione K”, che conteneva uova in polvere e bacon. Quest’ultima, storicamente, è quella che sembra convincere maggiormente gli storici, che citano addirittura una trattoria di via della Scrofa, a Roma, il luogo esatto in cui il sarebbe nato primo tentativo.

Ma è Coldiretti, consapevole di mandare per tra traverso la spaghettata, a ricordare che quest’anno si tratta di una festa assai amara, con il prezzo della pasta che è aumentato del 13% rispetto allo scorso anno per effetto delle tensioni internazionali e dei rincari energetici e delle materie prime.

Secondo un’analisi sui dati Istat del mese di marco, divulgata proprio il 6 aprile, il Covid prima e le tensioni internazionali subito dopo hanno tagliato del 3%, ovvero di di 3 miliardi di euro, le esportazioni italiane di pasta nel mondo dove la ricetta carbonara è una delle più amate ma anche delle più taroccate. Si va dall’abitudine belga di aggiungere la panna a quella anglosassone di utilizzare il bacon al posto del guanciale che in alcune ricette è addirittura sostituito dalla mortadella. Ma preparazioni fantasiose si trovano ovunque, dalla Francia agli Stati Uniti, dove lo scorso anno si è parlato addirittura di “Smoky Tomato Carbonara”, ovvero la carbonara di pomodoro affumicata, ricetta pubblicata nientemeno dal prestigioso “New York Times”. Oltre al pomodoro, la versione inventata dal quotidiano Usa utilizza il bacon al posto del guanciale, mentre il Pecorino Romano viene sostituito dal “Parmesan”, pessimo scimmiottamento americano di Parmigiano Reggiano e Grana Padano.

Eppure, ricorda ancora Coldiretti, la mancanza di chiarezza sulle ricette Made in Italy offre terreno fertile alla proliferazione di prodotti alimentari taroccati all’estero dove le esportazioni di prodotti agroalimentari tricolori potrebbero addirittura triplicare, se arrivasse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale che causa ingenti danni economici, oltre che d’immagine.