FESTIVAL - FantaSanremo, il campionato musicale che ha conquistato l'Italia

C’era una volta – e c’è ancora oggi - il Fantacalcio, gioco che finalmente offre a tutti la possibilità di diventare allenatore e perfino proprietario di una squadra, da creare dal nulla spendendo una cifra fissa di finti miliardi. Una cifra uguale per tutti, studiata per rendere le squadre uniformi e costringere i partecipanti a scovare i possibili outsider del campionato, i talenti ancora inespressi e meglio ancora se al momento valutati poco. Al termine di ogni giornata, calcolatrice alla mano, si tirano le somme conteggiando bonus e malus che vanno dal gol all’ammonizione, dalla parata al cartellino rosso.

Su quella falsa riga, costretti a rovistare nella fantasia pur di superare mentalmente indenni il lockdown, nel 2020 un gruppo di amici marchigiani inventa una versione simile, ma applicata alle serate del Festival della Canzone Italiana: il “FantaSanremo”.

Non è esattamente gente a caso, ma musicisti, fonici e tecnici dello spettacolo che da tempo frequentano lo stesso bar di Porto Sant’Elpidio: gente che di musica ne capisce e che ogni anno, fra loro, danno vita ad un gruppo d’ascolto del Festival discutendo sulla qualità dei brani in gara e delle interpretazioni.

Si sa come vanno queste cose: la notizia si sparge e supera i confini delle Marche, le richieste di iscrizione fioccano e del potenziale se accorge perfino Sky, che ne diventa sponsor. È un attimo: travolti da uno tsunami improvviso, gli amici creano la “FIT”, Federazione Italiana Fantasanremo e mettono a punto un regolamento che parte da un capitale di 100 Baudi, moneta ufficiale del campionato, con cui formare obbligatoriamente una squadra di cinque elementi a cui bisogna dare un nome e scegliere un capitano. Ovvio che i nomi papabili per la vittoria o per i piani alti della classifica costano di più, e i giovani sconosciuti decisamente meno. E al pari della versione calcistica, si aggiunge un elenco quasi infinito di bonus e malus che vanno dall’outfit monocromatico alla presenza di Beppe Vessicchio come direttore d’orchestra, dai ballerini alla “scapezzolata” (il capezzolo in vista), dal tatuaggio in zone pubiche alle parolacce, dalla commozione alla morte sul palco, dall’inciampo sulle leggendarie scale dell’Ariston allo strappo involontario dell’abito, per arrivare a chi pronuncia determinate parole prima o dopo la sua esibizione. E proprio questo che nel corso della prima serata ha spinto Gianni Morandi a pronunciare la parola “FantaSanremo”, seguito poco dopo da "Papalina", detta da Michele Bravi. Entrambi hanno assicurato rispettivamente 10 e 50 punti in più alle formazioni in cui campeggiano. Questo perché pare, ma non è confermato, che siano molti gli artisti finiti nel gorgo del FantaSanremo, disposti quasi a tutto pur di guadagnare punti e battere i colleghi.

“Piace perché è gratuito, semplice e al massimo si vince la ‘gloria eterna’. Piace perché si possono sfidare amici e famiglia. Le regole sono poche e la classifica è sotto gli occhi di tutti: non c’è niente di soggettivo, i dati sono oggettivi, se una cosa è successa vale un bonus, altrimenti no. Piace perché, oltre all’aspetto musicale, accarezza la curiosità, assicura divertimento coi bonus goliardici e accende l’interesse. Insomma permette di non annoiarsi mai - commentano gli organizzatori - il 75% dei Fantallenatori hanno dai 18 ai 35 anni e il 74% sono donne. È per tutti: per gli appassionati e per i ‘criticoni’. Stiamo avvicinando i giovani che non l’hanno mai seguito, quelli che lo criticano ma lo guardano e si divertono. E ovviamente quelli che lo seguivano da sempre e che hanno trovato un ulteriore motivo per continuare a seguirlo. Possiamo dire di aver unito l’Italia”.

Una piccola confidenza? Tra le migliaia di leghe iscritte ce n’è anche una del “Quotidiano del Canavese”. Ma che non si sappia troppo in giro, siamo gente seria.