
Quel nome, per iniziare, “Testarossa”, capolavoro di Pininfarina reso celebre dal telefilm “Miami Vice”, modello simbolo dei ricchi anni Ottanta, quando le inconfondibili grosse griglie laterali erano d’obbligo nei parcheggi che contavano almeno quanto lo StarTAC della Motorola con l’antennino. In realtà, gli appassionati sanno che la Testarossa degli “Eighties” era a sua volta un omaggio alla 250 del 1957, vincitrice a Le Mans l’anno successivo.
Quel nome, che nasce per via del colore rosso del coperchio delle valvole del 12 cilindri, torna ancora una volta alla ribalta, per testimoniare una sorta di passaggio di consegna tra una tecnologia che si avvia al tramonto, quella dei motori termici, e una tutta nuova, fatta sempre di velocità e prestazioni, ma nel rispetto del pianeta.
Preambolo necessario per dare i connotati alla Ferrari 849 Testarossa, nuovissima berlinetta V8 ibrida plug-in – in prima assoluta per Maranello - a sua volta evoluzione del biturbo ad albero piatto che per l’occasione raggiunge gli 830 CV grazie al lavoro di un inedito turbocompressore e soprattutto a quello del cambio automatico a doppia frizione con 8 rapporti, una batteria da 7,45 kWh e l’aggiunta al 4.0 litri termico di tre motori elettrici, due anteriori per la trazione integrale e uno posteriore direttamente derivato dalle monoposto di F1, per un ulteriore totale di 220 CV.
Al momento del conto significa avere a disposizione 1.050 CV, ma più che altro poter coprire 0-100 in 2,3 secondi e 0-200 in 6,3, con una velocità massima pari a 330 km/h.
Il progetto 849 Testarossa, disponibile in variante Coupé e Spider, deriva dalla SF90 Stradale, ma con l’aggiunta di un corposo pacchetto di soluzioni, sistemi di gestione inediti e una sofisticata evoluzione del design, curato dal team di Flavio Manzoni: il frontale è ispirato alla Testarossa anni ’80, mentre nel posteriore è evidente il richiamo alle corse di un tempo.
Ai massimi l’efficienza aerodinamica, con un carico massimo generato pari a 415 kg a 250 km/h, con lo spoiler posteriore attivo che garantisce deportanza e i cerchi con razze volventi diamantate che canalizzano l’aria verso l’esterno.
Il nuovo sistema di gestione, chiamato “Five” (Ferrari Integrated Vehicle Estimator), passa in rassegna di continuo e in tempo reale i parametri di guida e intuisce quelli futuri attraverso qualche milione di possibilità, adattando l’elettronica, la frenata, la distribuzione della coppia e la trazione integrale.
Per chi ancora non ne ha abbastanza è disponibile la versione “Assetto Fiorano”, con 30 kg in meno risparmiati grazie a titanio e fibra di carbonio.
Per la Coupé le previsioni di consegna parlano di marzo del prossimo anno, seguita entro l’estate dalla Spider. A proposito: prima di pensare a far posto in garage è meglio rompere il salvadanaio, mettendo da parte 460mila euro per la Coupé e 500mila tondi per la Spider, con tetto che si apre e chiude in 14 secondi netti. Servono altri 52mila euro per l’opzione l’Assetto Fiorano.












