FASHION - La bellezza di un angelo imperfetto

C’era una volta un regno fatato chiamato “Victoria’s Secret”: un mondo pennellato sull’immagine della perfezione, popolato dalle donne più belle del mondo - gli angeli - che ogni anno sfilavano in passerella per ricordare a tutti il significato della parola bellezza. Un evento da tachicardia atteso tanto dagli uomini quanto dalle donne: i primi per sbavare sul telecomando, le seconde e chiedersi quanta palestra servisse per arrivare a cotanta perfezione.

Era un regno felice, confortato da giardini di fatturati e fontane di obiettivi – fin quando un giorno nell’altro mondo – quello vero, reale – ha iniziato a spirare un vento che nessuno conosceva, o forse a cui nessuno aveva fatto caso fino a poco prima: l’inclusione.

Un soffio che non solo non pretende da nessuno di incarnare la perfezione, che per stessa ammissione biblica non esiste, ma che chiede di accettare tutti, anche chi non ha le gambe lunghe e dritte come la Torino-Piacenza e misure catastali perfette al millimetro. È il mondo di tutti i giorni, quello dove c’è chi è bella e chi meno, chi è alta, bassa, grassoccia, buffa, stempiata e sulle scarpe tacco 14 proprio non ci sa camminare.

Di colpo, nel regno di Victoria’s Secret è calato l’autunno: le vendite sono scese, le donne lamentavano sempre più di non trovare le taglie adatte a loro e di non sentirsi rappresentate dalle immagini di quelle figliole stampate sui muri.

È da questo punto che inizia la storia di Sofia Isabel Jirau González, classe 1996, una modella professionista portoricana con la sindrome di Down. È l’incontro di due poli che fino a poco prima erano più che opposti: da una parte Victoria’s Secret, che ha capito di dover voltare pagina, dall’altra una ragazza che la sua pagina più importante la stava svoltando. Era il sogno che faceva da quando era bambina e tutti intorno le rispondevano “certo, farai la modella”, ben sapendo che forse avrebbe avuto più possibilità di andare sulla Luna e vincere alla lotteria.

Invece Sofia ci ha sempre creduto, debuttando sulle passerella il 26 marzo 2019, il giorno del suo 23esimo compleanno. E da allora, ha sfilato per i più grandi brand della moda debuttando l’anno successivo sulle prestigiose passerelle della “New York Fashion Week”.

L’ultima consacrazione è quella delle scorse ore, quando Sofia ha annunciato di essere entrata nella scuderia di Victoria’s Secret, scelta insieme ad altre 18 donne (fra cui Devyn García, Adut Akech, Paloma Elsesser e Sabina Karlsson) come testimonial della campagna “Love Cloud”, la svolta epocale del brand di lingerie più celebre del pianeta, la mossa necessaria per scacciare decenni di accuse di scarsa inclusività.

“Love Cloud segna una tappa cruciale nell'evoluzione del brand. Dal cast di donne incredibili, allo spirito inclusivo che si è respirato sul set, questa campagna rappresenta un nuovo standard per Victoria’s Secret”, ha sibilato Raúl Martinez, Head Creative Director del marchio.

Ma la vera felicità è quella che Sofia Isabel Jirau González faticava a contenere: “Grazie a tutti per il supporto dato a me e ai miei progetti. Grazie a Victoria’s Secret per avermi visto come una modella #nolimitse per avermi ingaggiato per la campagna inclusiva Love Cloud Collection. Questo è solo l’inizio. Dentro e fuori non ci sono limiti”.