FASHION - L'ultimo tabù: la borsa da uomo

Dopo averlo truccato e vestito con gonne e guêpière, al maschio non mancava che un ultimo passaggio: la borsa. Per quanto possa sembrare curioso, il più recente trend in fatto di moda mette da parte il triste marsupio anni Ottanta per sdoganare la borsa, in tutto e per tutto uguale a quelle generalmente destinate alle donne.

Per gli esperti non è che l’ennesima prova di quanto la moda, e le nuove generazioni, sia ormai fluide e disposte a mescolare senza barriere architettoniche stili, generi e accessori che non nascono più diretti ad un solo sesso, ma a tutti e due. Forse tre.

Anzi, qualcuno gioca la carta della storia ricordando che la borsa era un accessorio unisex già ai tempi dell’antica Roma, per poi essere rimpiazzato negli anni della rivoluzione industriale con la “ventiquattrore”, la valigetta d’ordinanza del businessman, rigorosamente in pelle scura ed austera, che relegava alle signore borse e borsette con forme e tinte più diverse. Nel tempo, alla dotazione minima sindacale di un uomo si sono aggiunti lo zaino o il borsone da viaggio, seguiti da exploit presto dimenticati come il borsello e il già citato marsupio.

Nient’altro che retaggi culturali che la moda ha deciso di frantumare proponendo anche nel menswear borse a secchiello, grandi, piccole, colorate, a tracolla o a mano, e ancora pochette in pelle o tessuto.

E a chi considera tutto questo l’ennesimo attentato alla virilità, gli esperti ricordano che tutto dipende da come si indossa: portata a mano invece che al braccio, ad esempio, una borsa fa molto meno signora a passeggio, così come le versioni a tracolla, che le donne portano davanti e agli uomini basta invece spostare dietro, sulla schiena.