
Per la moda i confini non esistono, e gli stereotipi nemmeno: se ci sono, è solo perché bisogna farli in mille pezzi. Qualche migliaio di anni fa, forse meno, la canottiera bianca era sinonimo di muratore sulle impalcature o di contadino curvo “sul tramonto”, come cantava De Gregori. Prima ancora, fra i Quaranta ed i Cinquanta, era entrata nel guardaroba militare e forse negli stessi anni adottata anche dagli atleti, perché lasciando libere le spalle non impediva i movimenti.
Poi è arrivato il cinema, che l’ha trasformata in uno dei rari accessori maschili in grado di far perdere le bave alle signore. Ovviamente se la canottiera bianca è imbottita ad arte da bicipiti, tricipiti, dorsali, pettorali e addominali. Vedasi, tanto per rispolverare la memoria, una sequela di divinità dell’amore: Marlon Brando, James Dean, Robert De Niro e Sylvester Stallone. Non per guastare la carrellata testosteronica, ma era anche il capo indossato dal ragionier Fantozzi in casa propria.
Da allora, la canottiera bianca non è più tornata al punto di partenza, prendendo altre strade: era uno dei capi preferiti da Freddie Mercury nei live in cui spesso alle fine restava in mutande. Ma a parte le esagerazioni del grande Freddie, era comunque la rivincita di un capo nato come biancheria intima maschile finito in prima fila e non più nascosto da maglioni e a camicie. Un po’ come sarebbe successo qualche decennio dopo con i perizoma malandrini che ancora oggi escono dai jeans skinny.
Passaggi epocali necessari a impregnare l’umile canottiera bianca di un insieme di significati che oscillano fra l’allusione sessuale e la ribellione. Contro cosa non si sa, e neanche importa. Dai.
Ormai, la canottiera bianca, declinata dalle firme più prestigiose in forme, lunghezze, trasparenze e materiali diversi, non è raro vederla sui red carpet, così come indossata dalle celebrità anche nella vita di tutti i giorni.
Quest’estate, poi, la “white tank top” è entrata nei “must have” di tutto il mondo, consacrata dalle recenti sfilate in cui ha fatto da pezzo cardine di intere collezioni. Democratica, perché si trova ovunque e a prezzi per tutte le tasche, è un accessorio fra i più versatili che va bene sui jeans, ma con anfibi e mini in pelle assume subito un look ad alto tasso rock.












