FASHION – Il marchio di lingerie «body positive»

È molto più di una rivoluzione, l’idea di The Underargument, un brand di lingerie londinese fuori dagli schemi che ha deciso di sposare non solo a parole concetti come il body positivity, il movimento spontaneo di accettazione del proprio corpo che sta ridefinendo il concetto di normalità. Convinto che la bellezza non possa avere canoni stabiliti a priori da qualche divisione marketing, il brand londinese ha lanciato il primo esempio di auto-casting nella storia della moda: niente più book fotografici e provini affollati da modelle giovanissime e magrissime accompagnate da agenti, ma un catalogo fatto di donne scelte unicamente in base alle loro storie.

È stata la designer franco-ivoriana Maïna Cissé, che nel 2015 ha fondato il brand, a leggere una per una le email di autocandidatura ricevute via email, scegliendo le modelle per la loro interiorità, più che per ciò che mostrano all’esterno. “Sono convinta che il mondo non avesse alcun bisogno dell’ennesimo marchio di lingerie, quindi ho voluto creare qualcosa che andasse oltre il prodotto, per la prima volta diventato il mezzo attraverso cui diffondere un messaggio. Cerco di incoraggiare le donne ad abbracciare la loro individualità, perché ho sempre pensato che le persone fossero più dei corpi: quelli cambiano, ma le nostre storie no. Ho deciso di puntare su questo, selezionando le persone solo in base alla loro essenza, alla loro storia”.

Le esistenze delle modelle sono tutte sul sito: c’è chi racconta di abusi, di violenze, di problemi di genere e di amori. Non sono belle della bellezza canonica a cui siamo abituati parlando di modelle: sono imperfette, magari un po’ sovrappeso, ma straordinariamente autentiche.

I capi di The Underargument, realizzati in un impianto che dà lavoro a parecchie donne in Madagascar, puntano anche a ridurre al massimo l’impatto ambientale, utilizzando materiali sostenibili e packaging biodegradabili o riciclabili.