FASHION - Dallo strappo ai «naked jeans»
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Per cominciare come si deve, non chiamiamoli semplicemente “strappati”: si chiamano ripped jeans, spopolano dai marciapiedi alle passerelle, finendo per mostrare le ginocchia di celebrità come Rihanna o Gigi Hadid.

Volendo dargli un inizio a tutti i costi sono nati negli anni Cinquanta in America. È vero, a quei tempi lo strappo era sintomo di usura e lavoro duro, più che di moda: per quella sarebbe stato necessario attendere ancora un decennio, quando lo strappo diventa uno dei simboli della generazione “Hippie”, adottato anche nella decade successiva dai “Punk”.

Gli strappi, basta guardarsi intorno, sono un leggero gioco malizioso di vedo-non-vedo: si va dalla fessurina stretta all’altezza del ginocchio a frazioni di coscia più o meno estesa da mostrare. E a forza di tagliare e accorciare, prima o poi doveva succedere: dall’America è arrivato un paio di jeans che non è neanche possibile definire “ripped”, talmente il concetto è portato all’estremo. A produrre il jeans che sta facendo impazzire la rete ci ha pensato la “Carmar”, marchio di Los Angeles specializzato nel denim d’autore, a cui è venuta l’idea dell’Extreme Cut Out Jean: in pratica si indossa una cintura con passanti, una cerniera, un paio di tasche e i risvoltini alla fine. Lungo la coscia una sottile banda che corre e dietro una sorta di infinitesimale perizoma di jeans: tutto qui. Uscire di casa in mutande fa lo stesso effetto, anzi, permette di risparmiare i 170 dollari necessari per averli.