
L’impellenza è riaprire per ricominciare, anche se non è semplice mettere d’accordo le norme sanitarie e il desiderio dei clienti di tornare al ristorante senza sentirsi come pesci in un acquario. Ognuno, nel campo della ristorazione, si inventa quel che può, a fronte di tanti che al contrario allargano le braccia sconsolati, convinti che aprire dimezzando i coperti sia solo un bagno di sangue che non serve a niente.
Uno dei primi successi, confermati da liste di prenotazioni ormai lunghissime, arriva da Amsterdam, dove il Mediamatic Eten, un ristorante improntato sulla sostenibilità immerso nel quartiere più artistico della capitale olandese, che per i propri tavoli all’aperto ha ideato le Serres Séparées, una serie di piccole serre in vetro romanticamente affacciate sull’Oosterdok, un pittoresco canale cittadino. Aperto dal prossimo 21 maggio soltanto la sera, il Mediamatic Eten si è distinto fin dall’apertura per la scelta di utilizzare per quanto possibile materie prime e bevande biologiche, sostenibili e a km zero. Oltre ad utilizzare le erbe e i fiori commestibili coltivate nella propria serra con coltivazione acquaponica, in cui gli scarti di cibo organico compostati diventano fertilizzanti, il pesce arriva direttamente dalle reti di Piet Rujiter, uno degli ultimi pescatori di Amsterdam. La domenica, il lunedì e il martedì è anche possibile gustare una pizza cotta nel forno a legna in argilla.
“Serres Sépparées è uno dei nostri nuovi concetti di ristorazione. Con la situazione attuale è difficile aprire un ristorante con lo spazio limitato – aggiunge Willem Velthoven, uno dei proprietari - quindi ci siamo chiesti: perché non creare un ambiente sicuro e intimo che permetta ai nostri clienti di riconnettersi con il mondo esterno?”
Il Mediamatic Eten ha stabilito due turni per le cene - il primo tra le 18 e le 20:30, il secondo fino alle 23 - e un menù fisso da 4 portate a 100 euro per due persone. A servire i tavoli sono camerieri dotati di mascherine, visiere e assi di legno con cui allungano i piatti ai commensali, per non entrare all’interno delle piccole serre, che vengono ovviamente sanificate fra i due turni. Un’idea che è piaciuta: fino a fine giugno impossibile trovare un tavolo – pardon, una serra – libera.















