FASE 2 - La polemica del «Contributo Covid»

Il Codacons e le associazioni dei consumatori sono in allarme: ai loro centralini continuano ad accumularsi segnalazioni di clienti che sullo scontrino di parrucchieri ed estetisti si sono trovati una voce nuova che li ha fatti infuriare: contributo Covid.

Una somma che partirebbe dai 2 euro (e in qualche caso sembra aver raggiunto addirittura i 10), che secondo chi la applica è da intendere come “contributo per la sanificazione, la messa in sicurezza degli ambienti e il kit obbligatorio da indossare”. La notizia, riportata per la prima volta dal “Il Sole 24 Ore” su segnalazione del Codacons, ha scatenato l’ira compatta delle associazioni dei consumatori, che hanno bollato l’iniziativa come “prassi scorretta che si sottrae forse anche da un punto di vista fiscale alla somma dovuta al consumatore”, ha aggiunto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

I casi e gli esempi, nel frattempo si moltiplicano: un parrucchiere ha chiesto 2 euro per un taglio di capelli da 25, e un centro estetico ben 4 a fronte di una spesa di oltre 100 per manicure e pedicure.

Una tassa inedita nata con l’inizio della Fase 2, che ricade sulla clientela ma sembra il frutto di un italianissimo “effetto domino”: sono tanti centri estetici e parrucchieri che denunciano i prezzi esorbitanti applicati da aziende per la sanificazione dei locali. Se prima del coronavirus il costo si aggirava sui 50 centesimi per metro quadro, ora si parla di 25 euro, il 1.600% in più. Quello che non cambia mai, da queste parti, è chi paga il conto.