
Alla faccia delle pareti in plexiglass per dividere chi è allo stesso tavolo o del metro e mezzo di distanza fra i clienti, in Svezia è appena nato un ristorante che non solo applica alla lettera le indicazioni di distanziamento sociale, ma addirittura le amplifica.
A scaso di equivoci l’hanno chiamato Bord för en, che tradotto dal linguaggio dell’Ikea sarebbe ‘tavolo per uno’. E in effetti, a scanso di qualsiasi controllo dell’Asl locale, è difficile che qualcuno possa trovare qualcosa da eccepire. Si tratta di un tavolo con unico coperto e una sola sedia, sistemato in mezzo ad un prato dove per centinaia di metri non c’è nient’altro. E per eliminare perfino il rischio di contatto ravvicinato con un eventuale cameriere, gli ideatori hanno pensato ad una sorta di teleferica dotata di cesto da picnic per servire al tavolo le diverse portate.
Certo, è una delicata provocazione verso la solitudine a cui il Covid-19 costringe il mondo intero da settimane, nata dalla fantasia di Rasmus Persson e Linda Karlsson, una coppia di ristoratori con l’animo artistico, ma oltre ad essere un’installazione d’arte moderna dalla vena assai polemica ambisce anche ad essere il più piccolo ristorante al mondo. Si trova a Ransäter, minuscolo villaggio nel cuore della Svezia, e sarà realmente aperto dal prossimo 10 maggio a fine agosto. Per non farsi mancare niente, l’altrettanto ristrettissimo menù prevede la «råraka», frittelle di patate con panna fermentata e caviale di alghe, un piatto principale con purè di carote gialle e zenzero, crocchette di patate dolci e burro di nocciole, e come dessert una torta di mirtilli al gin, latticello gelato e zucchero di barbabietola.
Un’esperienza che può spingere perfino il più irriducibile degli ottimisti verso la tristezza cosmica, ma che ha un solo e unico vantaggio: poter rispedire indietro le schifezze dello chef senza imbastire una discussione con il cameriere.











