PHOTO – Un grande set fotografico a cielo aperto

Dal 9 aprile al 2 giugno Torino torna a raccontarsi attraverso le immagini con la terza edizione di “EXPOSED Torino Photo Festival, manifestazione che negli ultimi anni ha progressivamente consolidato il ruolo del capoluogo piemontese come uno dei principali centri italiani dedicati alla fotografia contemporanea.

L’edizione 2026 si sviluppa attorno a un tema tanto diretto quanto stratificato: “Mettersi a nudo”, un invito a interrogarsi su ciò che si mostra e su ciò che resta nascosto, sul rapporto tra identità e rappresentazione, tra corpo e immagine, tra ciò che appare e ciò che invece rimane fuori campo.

Per quasi due mesi la città si trasforma in un grande palcoscenico visivo. Musei, archivi, fondazioni, spazi indipendenti e luoghi della quotidianità vengono attraversati da mostre, installazioni e incontri che coinvolgono artisti italiani e internazionali. Il risultato è una costellazione di progetti capace di estendersi ben oltre i tradizionali spazi espositivi, coinvolgendo portici, piazze, cancellate e perfino un parcheggio sotterraneo. Più che una semplice rassegna, il festival è una vera piattaforma culturale che mette in dialogo linguaggi e generazioni diverse.

Alla guida del progetto c’è il direttore artistico EXPOSED Torino Photo Festivali, una delle figure più autorevoli della critica fotografica contemporanea. Tra i protagonisti dell’organizzazione figurano realtà come CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Fondazione per la Cultura Torino, la Fondazione Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT, tutte impegnate nel rafforzare la vocazione fotografica della città.

Il cuore della manifestazione prende forma lungo quello che gli organizzatori definiscono simbolicamente il “miglio della fotografia”, un itinerario espositivo che collega alcune delle principali sedi culturali torinesi.

Negli spazi di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, ad esempio, il fotografo Toni Thorimbert presenta una selezione di oltre 60 ritratti femminili realizzati nell’arco di tre decenni. L’esposizione ripercorre un lungo dialogo con il volto e il corpo delle donne, alternando figure note e presenze anonime, immagini ufficiali e momenti privati.

Poco distante, nella suggestiva cripta di San Michele Arcangelo, il regista Yorgos Lanthimos rivela un lato meno conosciuto della propria ricerca artistica: fotografie che nascono dall’atmosfera creativa che circonda due dei suoi film più recenti, “Poor Things” e “Kinds of Kindness”.

Il percorso prosegue al Museo Regionale di Scienze Naturali, dove le immagini di Bernard Plossu raccontano oltre trent’anni di viaggi tra le piccole isole italiane: le sue fotografie trasformano scene quotidiane in visioni rarefatte. Al Circolo del Design il registro cambia completamente: il britannico Dean Chalkley attraversa la cultura musicale e giovanile dagli anni Novanta a oggi, alternando ritratti di icone pop a reportage più intimi che raccontano amicizie, viaggi e identità generazionali.

Un’altra tappa significativa è quella ospitata dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, dove le fotografie di Paola Agosti riportano alla luce l’energia del movimento femminista italiano degli anni Settanta, tra cortei, assemblee e momenti di vita collettiva.

Il viaggio tra le mostre indoor si estende poi fino alle Gallerie d’Italia – Torino, dove debutta in anteprima mondiale “Replaced” della fotografa Diana Markosian. Attraverso fotografie e un film pensato per una sala immersiva, l’artista ricostruisce una relazione sentimentale durata più di dieci anni, trasformando il racconto autobiografico in una riflessione universale sulla memoria.

All’Archivio di Stato di Torino, la fotografia viene osservata in una prospettiva storica, attraverso un dialogo tra autori che hanno segnato epoche diverse, come Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden e Carlo Mollino, mentre una retrospettiva dedicata a Ralph Gibson ripercorre oltre mezzo secolo di ricerca visiva caratterizzata da contrasti intensi e composizioni audaci.

Se gli spazi interni raccontano la fotografia come pratica artistica e culturale, le installazioni all’aperto trasformano Torino in un vero museo diffuso. Nel cortile di Palazzo Carignano il progetto “Torino 4x4” restituisce un ritratto contemporaneo della città attraverso lo sguardo di fotografi come Fabio Bucciarelli ed Enrico Gili, intrecciando fotografia e impegno sociale. Poco più in là, sotto i portici di Piazza San Carlo, Paolo Ventura costruisce un racconto poetico dedicato a una coppia di acrobati degli anni Trenta.

Il festival si insinua anche nei luoghi simbolici della città, come la cancellata della Mole Antonelliana che ospita il Museo Nazionale del Cinema, dove sono esposte fotografie di set cinematografici del Novecento, rivelando ciò che normalmente resta fuori dall’inquadratura. Altrove, una serie di grandi cartelloni urbani accoglie la collettiva “I Tuffatori (6x3)”, dedicata soprattutto a giovani autori e ispirata al celebre lavoro del maestro Nino Migliori. Anche gli spazi più inattesi diventano luoghi di sperimentazione, come dimostra il progetto dell’artista britannico Mark Leckey, installato nel piano sotterraneo di un parcheggio cittadino.

Accanto alle mostre, EXPOSED propone un fitto calendario di appuntamenti pensati per coinvolgere un pubblico ampio. Tra i momenti più attesi c’è ESTERNO NOTTE, una grande serata di proiezioni urbane durante la quale facciate, balconi e cortili si trasformano in schermi improvvisati. Il festival guarda anche alla fotografia come linguaggio editoriale grazie all’EXPOSED Dummy Award, concorso internazionale dedicato ai progetti destinati a diventare libri fotografici. In parallelo, professionisti e giovani autori possono confrontarsi attraverso letture portfolio e incontri organizzati con la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.

Con diciotto mostre, numerosi eventi e una rete che coinvolge istituzioni, gallerie e spazi indipendenti, EXPOSED conferma la propria ambizione: fare di Torino un punto di riferimento per la fotografia contemporanea.