
Alzi la mano chi non ha mai mimato un assolo di chitarra senza averla tra le mani: senza saperlo, ha dato un esempio pratico della definizione di Air Guitar, ovvero mimare di suonare una chitarra elettrica, mettendocela tutta per fare scena. Secondo la storia più accreditata, la “Air Guitar” è stata inventata nel lontano 1951 da Jack Philson, un tizio che per far ammazzare di risate la sua fidanzata inventa la Philson Stratoblaster Air Guitar, una chitarra che non esiste, se non nella sua fantasia.
Ma nulla sarebbe stato, senza l’apporto decisivo di Joe Cocker, che anni dopo, sul palco di Woodstock improvvisa una sessione di Air Guitar durante la cover di “With a little help from my friends” dei Beatles.
Quasi inutile aggiungere che l’Air Guitar finisce per mietere sempre più appassionati in tutto il mondo, molti disposti a salire sul palco di eventi a loro dedicati come l’Air Guitar World Championship ospitata dal 1996 a Oulu, città nel nord della Finlandia a una decina di km dal Circolo Polare Artico e a più di 500 da Helsinki, la cui prossima e attesissima edizione è fissata per il prossimo 22 agosto.
Una gara vera e propria, che nella prima edizione aveva in giuria il virtuoso della chitarra Juha Torvinen e come premio una vera chitarra e un verissimo amplificatore donati da Brian May, chitarrista dei “Queen”.
Una kermesse come sempre affollata di gente di ogni età, che al pari della fidanzata di Jack Philson non vede l’ora di spanciarsi dalle risate guardando gente folle, convinta di essere veri musicisti. Fra quelli che salgono sul palco, al contrario, non mancano affermati professionisti, imprenditori e manager che tolta la grisaglia d’ordinanza, si fingono rockettari per un minuto. "Make air, not war - assicura Justin Howard, organizzatore dell’evento finlandese - partecipare è un’esperienza catartica, perché rendersi ridicoli è una delle cose che si teme di più nella vita: ma subito dopo ti senti invincibile”.
L’esibizione è a sorpresa: i concorrenti non conoscono il pezzo che è stato loro assegnato, e sono costretti a improvvisare al meglio delle loro possibilità. La giuria valuta la tecnica, il movimento delle dita, la mimica e la presenza sulla scena.
A precedere la finale due serate di pura esibizione e una gara di qualificazione, per arrivare a eleggere il King of the Air dell’anno.












