
Torna in autunno a Torino l’appuntamento con Biennale Democrazia, manifestazione culturale della Città di Torino che riunisce intellettuali, studenti, cittadini per discutere grandi questioni sociali e politiche del nostro tempo. A causa della pandemia, la settima edizione, dal titolo Un pianeta, molti mondi è in programma dal 6 al 10 ottobre. Ma nell’attesa, il Polo del ‘900 e Biennale Democrazia hanno ideato una sorta di aperitivo: Nuovi Mondi, quattro appuntamenti online di anticipazione e preparazione all’edizione 2021.
Dal 15 aprile sui canali web di Biennale e Polo del ‘900, si apre un confronto fra docenti, esperti e studenti partendo da quattro tesi su scenari politici e sociali alternativi: Riabitare la città (15 aprile) dalla condizione di vita nei centri urbani durante la pandemia ai rischi e opportunità di ripopolare le campagne e le aree interne. Votare a 16 anni (29 aprile) sull’impegno civico dei giovani alle elezioni. Lavorare tutti. Lavorare meno? (18 maggio), sulle nuove prospettive di ridefinizione del tempo di lavoro. Cambiare parole (27 maggio) sul potere del linguaggio di plasmare la realtà.
Ogni appuntamento è il frutto di un duplice percorso intrapreso da Biennale e Polo del ‘900 nel corso del 2020: il primo ha visto gli studenti di 102 classi delle scuole superiori interrogarsi sui temi della città, del diritto di voto, del lavoro e del cambiamento attraverso quattro percorsi formativi sviluppati con video-lezioni, documenti, dibattiti dai formatori di Biennale. L’altro ha coinvolto quattro realtà culturali dalla Lombardia alla Sicilia, “antenne” di Biennale sul territorio nazionale, grazie alla collaborazione del Polo del ‘900 con cheFare – agenzia di trasformazione culturale di Milano, Prime minister – Scuola di politica per giovani donne di Favara, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e Fondazione De Gasperi di Roma.
Ognuna delle realtà ha collaborato a realizzare un appuntamento del programma di Nuovi Mondi che godrà della partecipazione degli studenti delle scuole superiori, stimolati e preparati sui temi proposti.
Biennale Democrazia è un progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione per la Cultura, che si svolge sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed è sostenuto, fin dai suoi esordi, da Intesa Sanpaolo, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT e da numerosi altri partner che negli anni ne hanno garantito la realizzazione. Tutti gli aggiornamenti al sito biennaledemocrazia.it e polodel900.it.
Il Programma
GIOVEDÌ 15 APRILE, ORE 17:30
Riabitare la città
Luoghi affollati, spazi di casa ristretti, poco verde. La pandemia e le successive restrizioni hanno esacerbato alcuni degli aspetti più negativi del vivere urbano. Al contrario le campagne e le aree interne, fino a poco tempo fa caratterizzate da un’inesorabile diminuzione della popolazione, hanno acquisito un inedito fascino. A partire da questo cambiamento di prospettiva si proverà a riflettere sul rapporto tra città e campagna, per discutere di opportunità, rischi e vantaggi di una politica di ripopolamento di zone poco abitate del nostro paese. E, al contempo, per ripensare la città e le sue trasformazioni future.
Intervengono: Filippo Barbera, professore di Sviluppo locale e Innovazione sociale Università di Torino, Alessandro Coppola, professore di Urbanistica Politecnico di Milano, Elena Ostanel, dottore di ricerca in Pianificazione Territoriale e Politiche pubbliche del Territorio Università Iuav di Venezia. Modera Daniele Gorgone, formatore di Biennale democrazia.
GIOVEDÌ 29 APRILE, ORE 17:30
Votare a 16 anni
In seguito agli scioperi promossi da Fridays for Future, si è tornati a riflettere sull’estensione del diritto di voto ai maggiori di sedici anni. Alcune ricerche dimostrano, però, come l’importanza attribuita al vivere in un Paese democratico cresca con l’aumentare dell’età. Quindi più si è giovani, meno si sembrerebbe essere consapevoli del significato e del valore della democrazia. Quali sono gli obiettivi della proposta di abbassamento della soglia di elettorato attivo? Quali gli argomenti a favore? Che cosa accade nei Paesi in cui l’età per votare è fissata sotto i diciotto anni?
Intervengono: Paolo Balduzzi, ricercatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Francesca Formato, studentessa liceale, iscritta alla Scuola di politica per giovani donne Prime Minister e la Scuola di mobilitazione politica Movimenta, Carla Bartoli, studentessa del ginnasio ch ha partecipato al progetto “Tedx Torino”, all’esperienza del Change the World Model United Nations con Associazione Diplomatici e la Scuola di politica per giovani donne Prime Minister, e Corrado Fumagalli, professore di Filosofia politica Università di Genova. Modera Lucilla G. Moliterno, formatrice di Biennale Democrazia.
MARTEDÌ 18 MAGGIO, ORE 17:30
Lavorare tutti. Lavorare meno?
In un paese che registra crescenti livelli di disoccupazione giovanili, quale significato assume lo slogan “lavorare meno”? Perché non dovremmo ambire nuovamente a una piena occupazione, anche grazie alla riduzione dell’orario di lavoro di chi ha già un’occupazione? Come possiamo evitare che misure come questa finiscano per giustificare l’imposizione di part-time involontari a chi già lavora, anziché redistribuire a tutti/e reddito attraverso il lavoro? Una misura come la riduzione dell’orario di lavoro può essere combinata con la garanzia della parità di salario per chi dovrà lavorare meno? Chi dovrebbe pagare i costi di una misura come questa?
Intervengono: Marta Fana, autrice di “Non è lavoro, è sfruttamento” (Laterza 2017) e di “Basta salari da fame!” (con Simone Fana, Laterza 2019), Giovanna Guerzoni, docente in Antropologia culturale e Antropologia dell’educazione Università di Bologna, e Paolo Di Paolo, scrittore. Modera Leonard Mazzone, formatore Biennale Democrazia.
GIOVEDÌ 27 MAGGIO, ORE 17:30
Cambiare parole
Noi siamo le parole che usiamo: le parole sono un atto identitario individuale. Al contempo, siamo anche animali sociali, e la nostra partecipazione alla polis avviene proprio tramite le parole, che ci permettono di essere la "specie più aggregata", come scrive Tullio De Mauro. Infine, le parole ci servono per nominare il mondo e per parlarne. Ma cosa succede quando le usiamo non per costruire, ma per distruggere? Quanto ne siamo consapevoli? E quando, invece, siamo vittime dei proiettili verbali altrui come possiamo sottrarci ai loro colpi? Insomma, che cos'è l'odio, come si manifesta e come possiamo uscire dalle sue trappole?
Intervengono: Vera Gheno, professoressa nel corso di laurea di Scienze Umanistiche per la Comunicazione Università di Firenze, Federico Faloppa, professore di Storia della lingua italiana e di Sociolinguistica Università di Reading, Giovanni Maddalena, professore ordinario di Filosofia teoretica Università del Molise. Modera Giada Giustetto, formatrice di Biennale Democrazia.








