EVENTI - La Mole mette i brividi
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“Ho voglia di raccontare le cose assurde che abbiamo dentro di noi, ma anche la bruttezza degli uomini”. Di bruttezze, nel senso di malignità, Dario Argento ne ha raccontate a decine, togliendo il sonno a intere generazioni di italiani che ancora oggi, sentendo le prime note dell’inquietante tema di “Profondo Rosso”, si guardano d’istinto alle spalle.

Il signore degli incubi, che in questi giorni arriva nelle sale con il 21esimo film in carriera, “Occhiali neri”, affidato a sua figlia Asia e Ilenia Pastorelli, ha sempre avuto una cifra personale per inculcare la paura. Le mani, per cominciare, quelle spostano tende, spargono indizi e uccidono, sono spesso le sue, in una soggettiva che rende chi guarda il protagonista del crimine, anche se non vorrebbe. Poi le donne, che nel cinema di Argento sovente non sono vittime, ma eroine oppure la “quota rosa” di sadismo e cattiveria.

Romano, 82 anni il prossimo 7 settembre, Dario Argento si avvicina al cinema entrando come cinematografico per “Paese Sera”, debuttando come regista nel 1970 con “L’uccello dalle piume di cristallo”, seguito l’anno successivo da “Il gatto a nove code” e “Quattro mosche di velluto grigio”. Il suo capolavoro, “Profondo Rosso”, esce nelle sale nel 1975 diventando subito un successo grazie anche all’apporto della colonna sonora dei Goblin.

Ed è a Dario Argento che il “Museo Nazionale del Cinema” e “Solares Fondazione delle Arti” hanno deciso di dedicare la prima grande mostra dedicata al maestro dei brividi: “Dario Argento - The Exhibit”, ospitata alla Mole Antonelliana di Torino e curata da Domenico De Gaetano e Marcello Garofalo. Un omaggio al genio e all'opera del visionario maestro del thriller che si sviluppa attraverso un percorso cronologico che tocca tutta la sua produzione, dagli esordi al recentissimo “Occhiali neri”, presentato al Festival del Cinema di Berlino nella sezione Special Gala.

Per la prima volta un progetto espositivo compone un completo e articolato discorso visivo sull'immaginario che il regista romano ha portato sullo schermo nel corso del proprio cinquantennale viaggio nei territori dell'incubo. I pezzi esposti provengono dalle collezioni del Museo Nazionale del Cinema, dall'Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale - Centro Sperimentale di Cinematografia e di numerosi collezionisti privati, con importanti contributi da parte di professionisti del cinema come Sergio Stivaletti, da “Phenomena” in poi effettista di molti film di Argento, Luigi Cozzi, stretto collaboratore del regista fin dagli esordi, Franco Bellomo, Pupi Oggiano, Gabriele Farina e Carlo Rambaldi, uno dei più importanti artisti degli effetti speciali a livello mondiale. La mostra è arricchita da un catalogo illustrato pubblicato da “Silvana Editoriale” e da una retrospettiva completa dei film di Argento al Cinema Massimo.

La mostra sarà aperta al pubblico da mercoledì 6 aprile a lunedì 16 gennaio 2023.