EVENTI - Da Pietro Micca a Pietro Miccia
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“Fra le eredità di ‘Italia 61’ c’è il Museo Pietro Micca: fu inaugurato il 14 maggio 1961 nel clima festoso delle celebrazioni per il centenario dell’Unità d’Italia. Sono passati sessant’anni, un compleanno importante per il Museo dedicato alla vittoriosa resistenza di Torino durante l’Assedio francese del 1706” ricorda il generale Franco Cravarezza, direttore del Museo Pietro Micca, nel presentare i prossimi appuntamenti di un anno speciale.

Nel 2021 il museo celebra i suoi primi 60 anni e anche i 315 anni di quegli eventi che videro Torino e il Piemonte, la sua popolazione i governanti, l’amministrazione, i religiosi, i comandanti e i soldati protagonisti della riconquista e dell’ampliamento dei propri territori e dell’elevazione del ducato a regno riconosciuto tra le potenze d’Europa e riferimento militare e politico per tutti gli altri Stati della Penisola.

Se il tricentenario del 2006 fu celebrato come “L’Alba di un regno”, merita intitolare simbolicamente questo 315° anniversario come “Aurora d’Italia”, così implicitamente riconosciuta già nel Centenario dell’Unità con la realizzazione da parte del Comitato Italia 61  del Museo Pietro Micca, nel ricordo dell’eroe popolare simbolo del Risorgimento, cui dedicarono anche la altrettanto simbolica cartolina celebrativa con la Bandiera italiana sventolante sulla sua testa, sulla sfondo la città “culla del Risorgimento”.

Nel ricordo della nascita del museo il 14 maggio, che coincideva anche con l’inizio dell’assedio di Torino del 1706, la città celebrala liberazione di trecento quindici anni fa con un nutrito programma di eventi e appuntamenti dal 28 agosto all’11 settembre. Dalla notte di Pietro Micca alla battaglia di Borgo Vittoria, alla rievocazione storica per le vie e piazze della città per concludersi con il concerto della Fanfara alpina Taurinense in Piazzetta Reale. Momento, anche, di riconoscimenti per il museo civico Pietro Micca che riceve il Premio internazionale per il Patrimonio e il Premio Giovanni Graglia 2021.

Il primo appuntamento significativo sarà la “Notte di Pietro Micca” che il museo celebra a partire da sabato 28 agosto (ore 17:30) con la conferenza tematica curata dallo storico e scrittore Piergiuseppe Menietti nella quale saranno presentati i nuovi allestimenti sui Minatori e la simpatica “mascotte” del museo uscita dalla fertile penna di Vittorio Pavesio, cofondatore di “Torino Comics”.

A seguire una domenica di opportunità quella del 29 agosto, con le visite gratuite al museo dalle 10:30 a mezzanotte, momento del gesto eroico di Pietro Micca, e anche del “Rivellino degli Invalidi” (corso Galileo Ferraris 14) e del “Pastiss” (via Papacino 1) dalle ore 15 alle 18.

Una giornata speciale con la scenografia dei Rievocatori del Gruppo Storico Pietro Micca della Città di Torino che dedicano la giornata al reclutamento per tutti gli interessati alla particolare esperienza di coinvolgimento storico-rievocativo. A loro punta il dito la mascotte “Pietro Miccia”, che sarà presente domenica con i suoi prodotti in esposizione e con la cartolina e l’annullo postale del 60° e con la penna “Aurora d’Italia”, della serie Collezione Torino, prezioso e speciale ricordo del 60° del museo e del 315° della battaglia.

Accoglie eccezionalmente il “Journalier”, diario manoscritto in unica versione dell’assedio di Torino, scritto all’epoca dei fatti da un anonimo testimone oculare dell’assedio, probabilmente combattente delle forze ducali, in prestito temporaneo dalla Biblioteca Nazionale Universitaria della città.

Si potrà rivivere la storia e realtà dei minatori del 1706, cui il museo dedica un nuovo sito di approfondimento con i reperti, appena restaurati, scoperti nel sito di scoppio della scala di Pietro Micca. Tra questi, per la prima volta esposti al pubblico, anche quelli umani analizzati con le moderne tecnologie del radiocarbonio dai Professori Pierluigi Baima Bollone, Giacomo Giacobini e Carlo Torre, che testimoniano la difficile ed efficace azione esplosiva di Pietro Micca.

Occasione anche per condividere l’esperienza della costruzione degli originali plastici del museo dalla diretta voce del loro ideatore 60 anni fa (dall’ottobre 1960 all’aprile 1961) l’architetto Franco Carminati, esperto di fortificazioni e delegato dell’Associazione Vauban per l’Italia.

E, soprattutto, provare l’emozione di percorrere le gallerie di contromina che tornano ad essere animate dal rumore della battaglia e di rivivere il celebre gesto di Pietro Micca di dare “fuoco alle polveri”.