EVENTI - E' nato il Museo della Felicità
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“Ho commesso il peggior peccato che un uomo possa commettere: non sono mai stato felice”. È un peccato che oggi, lo scrittore argentino Jorge Luis Borges forse non commetterebbe più: perché felici a volte si nasce, ma si può anche imparare a diventarlo.

Ne sanno qualcosa in Danimarca, che da anni svetta nel World Happines Report, l’invidiabile classifica dei Paesi più felici del pianeta, con una posizione ai vertici conquistata grazie ad una congiunzione astrale fatta di corruzione quasi inesistente, sanità, istruzione e welfare che funzionano a mille, e per finire servizi sociali a cui è difficile trovare un difetto. Una caratteristica che i danesi hanno deciso di spiegare al mondo, creando The Happiness Museum, il primo museo dedicato alla felicità, concetto astratto e molte volte all’apparenza irraggiungibile.

Il museo che sprizza gioia di vivere ha aperto da poche settimane i battenti a Copenaghen, al numero 19 di Admiralgade, nel centro storico della capitale. A volerlo Meik Wiking, motore dell’Happiness Research Institute, un think thank che ha come scopo monitorare il grado di felicità nei diversi angoli del mondo, capendo che c’è molto lavoro da fare. “Non esisteva posto migliore della Danimarca per ospitare questo piccolo museo dedicato ad una delle più grandi questioni della vita. La nostra speranza è che i visitatori escano un po’ più informati, decisamente più felici e soprattutto motivati a fare del proprio meglio per rendere questo mondo un posto migliore”.

La sede del museo, otto stanze di un palazzo del XVIII secolo che un tempo ospitava gli ufficiali della marina danese, è un’esplorazione del concetto di felicità, osservato da diverse prospettive attraverso sistemi multimediali interattivi, trasformandosi in un’esperienza immersiva in quasi tutto ciò che rende felice un essere umano. Non mancano le possibilità di testare il proprio grado di felicità con test spiritosi, come quello in cui bisogna misurare la propria capacità di resistere ad una risata assai contagiosa. Ma l’esplorazione affronta anche in argomenti decisamente meno simpatici, come il rapporto che esiste fra la felicità e la politica, lo stile di vita, la ricchezza e la povertà, le differenze sociali e quanto perfino l’intelligenza artificiale molto presto sarà in grado di aiutarci a vivere meglio.

Spazio anche alla storia della felicità e alle sue mutazioni nel tempo, oltre all’Hyggie, un sentimento tipico della cultura danese che consiste nella gioia verso la convivialità, il piacere delle piccole cose della vita e il rispetto assoluto verso il prossimo. Per provarlo, gli organizzatori hanno volutamente lasciato un portafoglio pieno di contanti in una stanza del museo. All’uscita, la totalità di coloro che l’avevano ritrovato l’hanno riconsegnato intatto. Basta solo questo esempio, per capire che una succursale italiana del museo non avrebbe alcun senso.