
“Quest’estate non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare”: se Piero Focaccia avesse dovuto comporre oggi la sua canzone più celebre, probabilmente avrebbe scelto parole ben diverse. La faccenda, per la calda estate 2020 si divide nettamente in due, con una notizia buona e una meno bella. La prima è che – a meno di improvvise impennate dei contagi – sembra che ci sarà concesso di andare al mare. Forse mai così necessario, dopo mesi di clausura durissima. Ma l’altra è che per potersi sdraiare al sole sarà necessario sottostare a regole strettissime e ferree che mai e poi mai avremmo potuto immaginare prima.
La parola d’ordine – sembra chiaro – è “distanziamento”, e gli stabilimenti si stanno preparando alla creazione di “isole” con 5 metri di distanza fra le file di sdraio e lettini, e 4,5 fra gli ombrelloni della stessa fila. I gestori degli stabilimenti dovranno garantire la sanificazione continua di docce, spogliatoi, cabine e sdraio dopo ogni utilizzo, installando ovunque dispenser per il liquido igienizzante, e attrezzarsi per il pagamento digitale, evitando quanto più possibile il contante. L’ha deciso il comitato tecnico scientifico, pronto a discuterne con le Regioni per approntare le linee guida dell’indimenticabile estate 2020. Va da sé l’obbligo implicito di prenotare l’ombrellone così come il tavolo per il pranzo al chiosco, dove quattro metri fra ogni tavolo saranno la norma. Attenzione: le stesse regole saranno applicate anche alle piscine, pubbliche e private non cambia.
Fosse tutto qui, e vabbé, potrebbe anche starci, ma questo non basta: la sdraio diventa obbligatoria anche nelle spiagge libere, dove sarà in vigore il divieto assoluto di stendere asciugamani e sedersi a terra. Saranno gli enti locali a stabilire la capienza di ogni tratto di spiaggia contingentando gli ingressi. In che modo, non è ancora chiaro. Vietate anche le soste sulla battigia: è concesso il passaggio per entrare e uscire dal mare, ma niente racchettoni, palloni, bocce, biglie e beach volley, perché è vietato qualsiasi tipo di assembramento umano. Allo stesso modo pure nel caso delle spiagge libere si pensa ad un sistema di prenotazione online, anche se manca ancora all’appello il modo per poterlo fare.
A quel punto, dopo aver ottenuto il primo via libera per mancanza di febbre, disinfettato le mani, seguito i percorsi segnati da frecce e sistemato la sdraio, il lettino e l’ombrellone, sarà possibile gustarsi un po’ di mare. E riprendersi dalla fatica di essere in vacanza.








