
Certo, è facile immaginare che un “paperone” del calibro di Bill Gates, da anni stabilmente ai primi posti delle classifiche degli uomini più ricchi del globo, della criptomoneta non sappia che farsene. Ma non è questo che ha spinto il fondatore dell’impero Microsoft a dire la sua nel corso di una chiacchierata con il giornalista Andrew Ross Sorkin della CNBC, diffusa su Clubhouse, il social attualmente sulla breccia dell’onda.
“I Bitcoin utilizzano più elettricità per ogni transazione rispetto a qualsiasi altro metodo noto all’umanità, e questa non è una buona notizia per il clima”. In effetti, Gates non ha tutti i torti: la tecnologia alle spalle delle criptovalute necessita di supercomputer in grado di tracciare, crittografare e salvaguardare da attacchi informatici i token digitali, macchine dalle potenza mostruosa capaci di consumare più di un Paese come l’Argentina: 130 terawattora contro il 125 del paese sudamericano. È quanto è emerso da uno studio realizzato da un team della Judge Business School dell’Università di Cambridge, che è riuscito a calcolare il costo energetico della moneta elettronica.
Ma nella sua visione lanciata verso il futuro, Bill non si limita a criticare per poi tornare nei suoi appartamenti esclusivi, ma propone un’alternativa: “Esistono altri modi per creare valuta digitale e li stiamo affrontando con la mia fondazione, e sono realizzati in valuta locale. Le transazioni non sono segrete, sono reversibili: non può essere utilizzata pagare un riscatto o cose del genere, e le spese per le transazioni sono talmente basse da dare potere ai più poveri”.
L’avversione di Gates verso i Bitcoin non è cosa nuova: un mese fa circa, nel corso di un’altra intervista concessa a Bloomberg, il terzo uomo più ricco del mondo aveva avvisato i piccoli investitori di non seguire l’esempio di Elon Musk, che ha annunciato di aver investito forti somme nelle criptovalute. “Lui ha un sacco di soldi, è molto bravo e non si preoccupa di fronte a salite o discese”, ha commentato Gates spiegando i pericoli della grande volatilità della valuta virtuale.








