
Nel cuore del Golfo Persico, dove il petrolio ha costruito fortune e skyline, prende forma un’idea che ribalta decenni di immaginario urbano: una città progettata per muoversi senza automobile. Succede a Dubai, simbolo globale di lusso, velocità e motori, oggi pronta a scommettere su biciclette, pedoni ed energia pulita.
Una scelta che pesa, soprattutto perché arriva da un Paese che ha prosperato proprio grazie ai combustibili fossili. Mentre l’industria automobilistica globale cambia baricentro e l’Occidente osserva senza una direzione chiara, gli Emirati rilanciano con una visione urbana che guarda oltre l’auto privata.
La città degli eccessi architettonici e dei record torna a sperimentare, ma questa volta non con grattacieli o isole artificiali. Il progetto si chiama “The Loop” ed è destinato a ridisegnare la mobilità urbana: un tunnel ciclopedonale climatizzato lungo 93 km, pensato per attraversare Dubai da un capo all’altro.
L’obiettivo è ambizioso: trasformare entro il 2040 Dubai nella città più bike-friendly del pianeta, superando persino capitali storiche della mobilità ciclabile come Amsterdam e Copenaghen. Una sfida che suona quasi provocatoria, considerando temperature estive che superano regolarmente i 40 gradi.
The Loop non è una semplice pista ciclabile.: è un lunghissimo corridoio sopraelevato largo circa 30 metri e alto una dozzina che collegherà quartieri residenziali, scuole, uffici, strutture sportive e culturali. Tutto in un ambiente climatizzato, progettato per rendere camminare e pedalare tutto l’anno.
Il modello di riferimento è quello della “20 Minute City”: garantire a oltre tre milioni di residenti l’accesso ai servizi essenziali in meno di 20 minuti, senza ricorrere all’auto. Una filosofia urbana già sperimentata in Europa, riadattata alle condizioni estreme del deserto.
L’elemento più innovativo, però, è sotto i piedi: il pavimento di The Loop sarà realizzato con materiali riciclati e dotato di tecnologia cinetica. Ogni passo, ogni corsa e ogni pedalata contribuiranno a generare energia elettrica grazie a sistemi di induzione elettromagnetica.
A questo si affiancheranno altre soluzioni sostenibili: recupero dell’acqua per l’irrigazione, integrazione di fattorie verticali e produzione alimentare a chilometro zero. Il principio è semplice quanto radicale: più persone si muovono, più la città si autoalimenta.
Il progetto è concepito come un vero ecosistema urbano, con al suo interno palestre, campi sportivi, parchi, hotel, aree wellness, negozi e luoghi di socialità. Un’infrastruttura che non serve solo a spostarsi, ma a vivere meglio.
La posta in gioco è alta: ridurre traffico, inquinamento atmosferico e acustico e affrontare un problema crescente negli Emirati Arabi Uniti, quello della sedentarietà, sempre più diffusa anche tra i più giovani.
Firmato da Baharash Bagherian, CEO dello studio URB e già protagonista di progetti di sviluppo sostenibile ad Abu Dhabi, The Loop è uno dei cardini del “Dubai 2040 Urban Master Plan”, un piano che mira a riconvertire una città costruita intorno all’automobile in un sistema integrato di mobilità attiva e trasporto pubblico.
Un’app dedicata premierà i cittadini che utilizzano il tunnel, trasformando chilometri percorsi e passi effettuati in incentivi concreti.
Mentre molte metropoli faticano a ridurre la dipendenza dall’auto privata, Dubai sceglie di rilanciare: se il progetto sarà realizzato, The Loop diventerà la più grande infrastruttura al mondo dedicata alla mobilità attiva.












