DRINK – Il Piemonte svetta nelle pagine della Guida Slow Wine 2023
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35 chiocciole, 37 bottiglie, 12 monete e 118 Top Wine: sono i riconoscimenti assegnati dalla Guida Slow Wine 2023 al Piemonte, ai quali si aggiungono i 64 video realizzati in vigna e cantina dai collaboratori, accessibili dalla guida tramite QRCode.

Disponibile dal 12 ottobre, la tredicesima edizione di Slow Wine racconta le migliori cantine italiane e le etichette più interessanti, selezionate da più di 200 collaboratori disseminati in tutte le regioni della penisola, che permettono una mappatura unica e un aggiornamento costante su quello che sta avvenendo nel mondo del vino italiano.

Rispetto al Barolo 2018, un’annata massacrata da importanti critici americani e vittima di alti e bassi, i primi superano di gran lunga le delusioni. Negli ultimi tempi infatti, di annate giudicate deboli e poi, invece, dimostratesi molto interessanti se ne sono viste diverse, 2005 e 2008 ad esempio. Altro punto su cui soffermarsi in Langa è la liberazione quasi totale da vini con eccessi di legno ad appesantirli. Un appunto negativo sulla zona della Barbera astigiana: più di un produttore sembra ancora in bilico tra un uso vecchio stile del legno e prospettive di alleggerimento che sembrano ancora lontane. Le potenzialità della zona sono enormi, ma i vignaioli devono crederci fino in fondo. Da segnalare infine l’exploit dell’Alta Langa, una denominazione finalmente matura, che vede il rinnovamento di grandi aziende e un progressivo miglioramento di quelle piccole.

La Guida Slow Wine 2023

Il racconto delle 1.957 cantine visitate e recensite, tra cui 110 per la prima volta, è affidato ancora una volta a due strumenti. Il primo è la scheda, che racconta le persone che lavorano in azienda, i vigneti e le modalità con cui vengono accuditi e i migliori vini (disponibili in commercio. Il secondo è il QR code in coda a più di 800 schede che collega il lettore a brevi video girati durante le visite in cantina e in vigna, per un viaggio ancora più e completo alla scoperta delle eccellenze enologiche italiane.

A colpire quest’anno è la massiccia presenza di cantine che praticano un’agricoltura biologica o biodinamica, ben il 56% del totale, e di vini premiati, altresì prodotti con pratiche biologiche o biodinamiche, che si attestano al 63%. Dati, questi, che confermano una tendenza ormai ben consolidata nelle scelte produttive dei vignaioli, così come nelle scelte di consumo.

Ai migliori vini di ogni regione viene assegnato il riconoscimento di Top Wine. Tra questi i Vini Slow – che oltre ad avere una qualità eccellente condensano valori legati a territorio, storia e ambiente – e i Vini Quotidiani, ovvero l’alta qualità entro i 12 euro. Torna il massimo riconoscimento alle cantine più interessanti: la Chiocciola, che premia le aziende il cui lavoro ben interpreta i valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia di Slow Food. Seguono poi altri riconoscimenti come la Bottiglia, ai produttori che esprimono un’ottima qualità per tutte le bottiglie presentate in degustazione, e la Moneta, assegnata alle realtà che esprimono un buon rapporto tra la qualità e il prezzo per tutte le bottiglie prodotte.

I numeri di Slow Wine 2023

- 24.500 vini assaggiati durante le degustazioni

- 1.957 cantine visitate e recensite

- 227 cantine buone, pulite e giuste premiate con la Chiocciola

- 200 collaboratori

- 194 cantine premiate con la Bottiglia

- 74 cantine premiate con la Moneta

- 787 Top Wine-

- 379 contributi video visualizzabili con QR Code