
“Bere non è la risposta, ma bevendo dimentichi la domanda”, recita un vecchio adagio che spesso si legge sui muri delle osterie. Ed è forse quello che meglio si adatta ad un momento come questo, in cui siamo tutti – nessuno escluso – immersi in un’enorme pozzo di guai.
Bloccati a casa, o invitati a restarci da tutti, gli italiani pare abbiano trovato un modo per esorcizzare la paura, alzare il livello di speranza oppure - in qualche modo - non pensarci troppo su, prima di cedere spazio all’ansia.
Tutto questo per dire che mai come in questo momento, le aziende delivery specializzate negli alcolici stanno facendo affari d’oro. Nei primi 18 giorni di marzo, WineLivery, società di delivery-beverage milanese che serve 10 città italiane, ha assistito ad una crescita abnorme, cinque volte maggiore rispetto al mese di febbraio: più 240% a Roma, +230 a Milano e 170% in più anche a Torino.
Il quadro che viene fuori è che chi è costretto a casa si coccola sorseggiando un buon vino, da un Franciacorta che sta bene su tutto al Prosecco, dai bianchi friulani ai rossi piemontesi, toscani e pugliesi. E non sono da meno quelli a cui scoppia la voglia di un cocktail e ricorrono alle consegne di aziende come NEO (Needs Ice Only), che nel giro di 24 ore consegna il necessario per un Negroni, un Manhattan, un Daiquiri, un Mojito o qualsiasi altro. Ma non sono che piccoli esempi, perché in rete – o attraverso le app – è possibile ordinare davvero di tutto, compresi champagne millesimati.
Ed è la tecnologia, dicono sempre più statistiche, a sopperire almeno in parte alla carenza di socialità di queste settimane: tante sono le cerchie di amici che si danno appuntamento ad un’ora precisa, ognuno da casa propria, per il sacro rito dell’aperitivo condiviso in videochiamata. E molti anche i corsi di degustazione online, come quello lanciato dalle Cantine Balbiano di Chieri, nella prima cintura torinese. Si chiama #StappatiInCasa, ed ogni sera guida alla degustazione di una bottiglia di buon vino.









