
L’appuntamento è per domani, lunedì 21 febbraio, quando a cominciare dagli Stati Uniti uscirà la “Starlight”, una nuova versione in limited edition della “Coca-Cola”, la bevanda gassata più celebre del pianeta. Ma la faccenda, per ovvie questioni di marketing, è coperta dal più stretto riserbo: quale sarà il sapore della Starlight resta un mistero, e da Atlanta, quartier generale del colosso, nulla è trapelato in questi mesi di preparazione al lancio.
In rete circolano da tempo voci di qualcuno che avrebbe individuato i primissimi campioni di Starlight sui siti di alcuni rivenditori, nascosto sotto mentite spoglie. L’unico indizio un breve video ambientato in un ipotetico pianeta alieno che non spiega tutto il resto, se non il nome Starlight, luce delle stelle, che per la prima volta non fornisce spiegazioni come la “Cherry Coke”, anzi le disperde. È proprio lo spazio, sempre secondo alcune ricerche in rete, che secondo alcuni scienziati lo spazio odorerebbe vagamente di lampone, sentori di rum e di bruciato, da qui la voce secondo cui – scartando il rum e il bruciato – non resterebbe che il lampone per dare un’indicazione della nuova Coca-Cola. Una tesi confermata dal comunicato di lancio, secondo cui “combina l’ottimo gusto della Coca-Cola con un pizzico di inaspettato che include note che ricordano l’osservazione delle stelle attorno a un falò, oltre a una sensazione di freschezza che evoca la sensazione di un freddo viaggio nello spazio”.
Insomma, aria fritta. L’unica spiegazione dello spazio, diffusa da Atlanta in una nota, spiega in parte la scelta del nome: “Trentacinque anni fa, Coca-Cola ha collaborato con la NASA per diventare una delle prime bibite a viaggiare nello spazio. Quella stessa passione per lo spazio esiste ancora oggi. Con Coca-Cola Starlight, abbiamo voluto celebrare la straordinaria capacità dell’esplorazione spaziale di ispirare le generazioni a scoprire nuovi mondi dalle infinite possibilità”.









