
I parchi a tema sono come la dispensa: ognuno sfrutta quel che ha. Così, se gli Stati Uniti hanno puntato tutto su Topolino e Paperino, la Francia su Asterix e Obelix e il Giappone su Hello Kitty, allora ha un senso il “DraculaLand”, nuovo parco divertimenti dedicato al più celebre e inquietante personaggio made in Romania.
In fondo, la leggenda del Conte più famoso dell’immaginario occidentale continua ad affascinare le generazioni, quindi perché non sfruttarla?
Il mastodontico progetto promette di ridisegnare il turismo esperienziale europeo: un mega parco tematico da oltre un miliardo di euro, destinato – almeno sulla carta – a sorgere alle porte di Bucarest tra il 2026 e il 2027.
Non un semplice luna park a tema horror, ma una vera e propria cittadella dell’intrattenimento, dove folklore, architettura gotica reinventata, tecnologia e metaverso si fondono in un’unica visione ambiziosa. Un’operazione che sta già facendo parlare tra investitori, designer internazionali e community geek, sospesa tra entusiasmo sfrenato e un po’ di sano scetticismo.
L’idea porta la firma dell’imprenditore Dragoș Dobrescu, che descrive DraculaLand come un simbolo nazionale, capace di rimettere la Romania al centro della narrazione globale legata al suo personaggio più celebre. Un rapporto, quello tra il Paese e Dracula, da sempre complicato: orgoglio storico per Vlad III, imbarazzo per i cliché vampireschi, e un potenziale turistico enorme mai davvero sfruttato fino in fondo.
Il progetto punta a cambiare le regole del gioco, trasformando il mito in una risorsa culturale ed economica strutturata, senza limitarsi alla cartolina folkloristica.
Il DraculaLand che dovrebbe sorgere a circa venti minuti da Bucarest e quindici dall’aeroporto di Otopeni parla il linguaggio dei grandi colossi dell’entertainment: 780.000 metri quadrati, sei aree tematiche immersive, oltre 40 attrazioni, tre hotel per un totale di circa 1.200 camere, un parco acquatico e spa termale da 50.000 mq, un motodromo da 4,5 km e un’arena multifunzionale da 22.500 posti pensata per concerti, festival ed eventi esport.
A completare il quadro, una vasta area retail progettata con il contributo di designer italiani e un hub tecnologico dedicato a startup attive in gaming, intelligenza artificiale e digitale. Più che un parco a tema, un ecosistema narrativo ed economico.
Le stime parlano di 3 milioni di visitatori l’anno, 5.000 nuovi posti di lavoro e un impatto economico di 5 miliardi di euro in dieci anni. Numeri che spiegano perché il governo rumeno sta guardando il progetto con interesse, ma anche con una certa prudenza.
La vera anima visionaria di DraculaLand, però, non è solo fisica. Il progetto prevede un gemello digitale nel metaverso, sviluppato con Unreal Engine 5, capace di replicare il parco in ogni dettaglio. Qui entrano in gioco DraculaCoin, NFT per esperienze interattive e sistemi di intelligenza artificiale pensati per personalizzare il percorso di ogni visitatore.
Un approccio “phygital” che tenta di mescolare turismo, gaming e storytelling, con l’obiettivo dichiarato di creare uno dei primi parchi tematici europei concepiti simultaneamente per il mondo reale e quello virtuale.
Come ogni grande visione, anche DraculaLand porta con sé più di un punto interrogativo. Non esiste ancora una timeline definitiva per l’avvio dei lavori e, al di là di rendering spettacolari e masterplan approvati, le ruspe ancora non si vedono all’orizzonte. Un dettaglio che invita alla cautela chi ha già visto altri mega-progetti fermarsi sulla carta.
C’è poi il fronte culturale: parte del mondo accademico e delle comunità locali teme che una simile operazione finisca per semplificare eccessivamente una figura complessa come Dracula, riducendola a puro intrattenimento. Un equilibrio delicato, soprattutto oggi, mentre nuove ricerche storiche continuano ad arricchire (e complicare) l’identità di Vlad III.
Il tempismo, però, gioca a favore del progetto: il recente ritorno cinematografico del vampiro – con nuove reinterpretazioni e riletture pop – dimostra quanto Dracula resti una figura incredibilmente elastica, capace di adattarsi a ogni epoca. E DraculaLand cavalca l’onda: un personaggio immortale e un Paese che tenta, finalmente, di prendere in mano la narrazione.
Resta da capire se si tratta di un sogno destinato a materializzarsi o all’ennesima visione troppo ambiziosa per diventare realtà. Per ora, una cosa è certa: DraculaLand esiste già nell’immaginario collettivo, e questo, nel mondo dell’intrattenimento, è spesso il primo passo verso qualcosa di molto concreto. Il resto, come in ogni buona storia gotica, è ancora avvolto nella nebbia.











