DIVING - Il museo subacqueo di Cannes

Nel 2009, lo scultore inglese Jason deCaires Taylor realizza il sogno della sua vita inaugurando a Cancún, in Messico, il Museo subacuatico de arte: 485 statue sommerse e altre 30 sulla terraferma. Aperto al pubblico l’anno successivo, il museo copre 420mila metri quadrati di fondale marino ed è considerata la più grande collezione di arte subacquea del mondo. Da allora, deCaires Taylor non si è più fermato, piazzando più di 700 sculture nei mari di tutto il mondo, a cominciare dalla Ocean Atlas, un’opera di 60 tonnellate alta 5 metri diventata un’attrazione delle Bahamas.

Inglese di Dover, classe 1974, Jason deCaires Taylor è uno scultore, ambientalista, fotografo e istruttore di immersioni: laureato in scultura e ceramica al Camberwell College of Arts Institute di Londra, sceglie quasi subito di specializzarsi nelle installazioni ambientali diventando uno dei primi artisti al mondo capace di coniugare l’arte con la conservazione della vita marina. Le sue opere di eco-arte, sempre enigmatiche, nascono con il doppio scopo di incoraggiare gli organismi marini a crescere e modificarne le superfici, trasformandosi in barriere coralline.

Nel 2013, dopo aver preso la residenza a Lanzarote, nelle Canarie, avvia i lavori per la creazione del Museo Atlantico, formato da 300 sculture sommerse, seguito nel 2017 dall’Australian Museum of Underwater Art di Townsville, nelle acque del Queensland, in Australia, ambedue finite fra le 25 migliori meraviglie del mondo.

Nei giorni scorsi, al largo di Cannes, in Costa Azzurra, deCaires ha messo la propria firma sul primo lavoro realizzato nel Mediterraneo. Il Musée de la Mer, non distante dalle coste dell’Ile Sainte Marguerite, la più grande delle isole Lérin, nel golo della Napoule, comprende 6 sculture in materiale ecologico con Ph neutro alte più di 2,5 metri e pesanti 10 tonnellate ciascuna: rappresentano i volti di alcuni abitanti della città francese resa celebre dal festival del Cinema, individuati dopo un casting. I volti di Anouk, 7 anni, una bimba che frequenta la prima elementare, e quello di Maurice, 80 primavere, un pescatore ancora in attività, insieme ad altri, sono piazzati a circa due metri di distanza uno dall’altro, su un’area complessiva di 29mila metri quadri interdetta alla navigazione. Il museo è aperto a chiunque voglia immergersi per assistere ad uno spettacolo suggestivo: “È la mia prima installazione nel Mar Mediterraneo, uno spazio incredibile in cui il blu immenso e il movimento ipnotico delle posidonie creano un’esperienza onirica difficile da descrivere”.