
A Londra li chiamano “busker” e sono un’istituzione, quasi come Westminster e il Big Ben. Al contrario di buona parte del resto del mondo, nella capitale del Regno Unito quella del musicista da strada è considerata una vera professione e spesso un trampolino di lancio per carriere che dai tunnel della metropolitana sono passate direttamente ai palcoscenici mondiali. Ed Sheeran, Passenger e Janis Joplin, tanto per fare dei nomi, hanno iniziato così, suonando agli angoli delle strade nella speranza di racimolare qualche sterlina.
Proprio la “Transport of London”, ente che gestisce i trasporti pubblici cittadini, compresa la celebre “Tube”, da tempo ha deciso di organizzare e pianificare la presenza dei buskers, concedendo autorizzazioni per punti e orari precisi: nel 2016 le postazioni erano 42, e gli artisti autorizzati oltre 300. La media del guadagno per ogni slot si aggira fra 60 e 100 sterline, ma fanno molta differenza i punti, gli orari e perfino il tipo di stazioni.
Ma i tempi vanno veloci e i basker londinesi hanno capito che la gente va sempre più di corsa e ha sempre meno denaro in tasca, sostituito da carte di ogni tipo. Così, per la prima volta al mondo, i musicisti di strada hanno introdotto in modo ufficiale sistemi di pagamento contacless: come per qualsiasi altro acquisto, è sufficiente avvicinare la carta e versare una o due sterline direttamente sul conto del musicante. Ma i più tradizionalisti, sia chiaro, potranno continuare comunque a gettare la monetina nella custodia della chitarra aperta o nella cassetta. Il progetto è stato lanciato con la collaborazione della “iZettle”, un’azienda tech svedese di recente acquistata dal gigante statunitense dei pagamenti “PayPal”.
“Finalmente ancora più londinesi e turisti potranno mostrare in modo tangibile il loro sostegno ai brillanti e talentuosi artisti di strada della capitale”, ha dichiarato il sindaco di Londra Sadiq Khan, aggiungendo che il programma sarà esteso a breve a tutta la città dopo una prima fase di sperimentazione che ne ha decretato il successo.
I primi busker scelti per la fase test, si dicono entusiasti: dopo due settimane, l’impatto sul conto corrente si è fatto sentire in modo molto positivo.










