
È una curiosa vicenda, addirittura a tinte fosche, quella che dalle pagine del “Washington Post” sta facendo il giro del mondo. In pratica, ai cancelli della Gigafactory “Tesla” di Austin, in Texas, si è presentato un camion che aveva il compito di recapitare ad Elon Musk un omaggio: una statua con il volto dell’imprenditore su un corpo di capra, seduto a cavalcioni di un razzo.
Essendo noto l’ego ipertrofico di Musk, in molti hanno pensato che fosse soltanto l’ennesima trovata di autocelebrazione, addirittura un po’ “fantozziana”, giusto per ricordare ai dipendenti chi comanda. Ma non era così: Musk di tutto questo non ne sapeva niente.
Al contrario, a organizzare la consegna sono stati due investitori di criptovalute che hanno furbescamente pensato di sfruttare l’immagine del patron di Tesla per promuovere un token, tentando di attirare l’attenzione dei media e soprattutto quella di Elon, con la segreta speranza che l’idea potesse prima divertirlo e dopo stuzzicarlo al punto da convincersi a investire un po’ del suo immenso capitale.
Dopo controlli e verifiche in camion è stato bloccato e il gentile omaggio rispedito al mittente, ma la curiosità di capire come fosse nata la vicenda ha sguinzagliato i media, che ci hanno messo a rintracciare l’autore dell’opera, Kevin Stone, scultore che ha prima raccontato di aver ricevuto l’ordine telefonicamente da due clienti che hanno chiesto l’anonimato fino alla firma del contratto. “All’inizio pensavo si trattasse dello stesso Musk: nessun altro sarebbe e stato così folle da ordinarmi un lavoro simile. Ma proprio questo mi ha spinto ad accettare: per me rappresentava un’opportunità unica di fare qualcosa di diverso”.
Subito dopo, Stone ha anche spiegato il significato della statua, costata oltre 600 ore di lavoro: il razzo è un chiaro riferimento a “SpaceX”, l’azienda aerospaziale di Musk, mentre la capra sarebbe l’interpretazione del termine “Goat”, a sua volta acronimo di “Great Of All Time”, il migliore di tutti i tempi.










