CURIOSITA’ – La pentola piena d’oro esiste davvero
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Secondo un’antica leggenda irlandese, alla fine dell’arcobaleno è sepolta una pentola piena di monete d’oro su cui veglia uno gnomo a cui spetta il compito di consegnarla o meno a chi la merita davvero. Va da sé che raggiungere la fine di un arcobaleno non è tecnicamente possibile, trattandosi di un fenomeno ottico, e soprattutto che gli gnomi, a quanto è dato sapere, non esistono.

Ma un’anonima coppia del Regno Unito, per trovare una pentola piena di monete d’oro non ha neanche dovuto rincorrere l’arcobaleno: per cambiare vita gli è bastato sollevare le assi del pavimento.

La vicenda, molto meno romantica di così, racconta di una coppia che ha preferito l’anonimato, che da qualche anno vive in una tipica villa a schiera inglese del XVII secolo a Ellerby, nel North Yorkshire. Un appartamento d’epoca appartenuto ad una ricca famiglia di mercanti di spezie che ogni tanto, come è normale che sia, ha bisogno di manutenzione. Esattamente così, nel 2019 hanno deciso di fare loro, accordandosi con un’impresa per una profonda ristrutturazione che comprendeva anche la sostituzione di alcune assi del pavimento in legno, quelle ormai impossibili da salvare.

È stato sollevando le assi in cucina, che gli operai hanno notato quello che sembrava un cavo elettrico scoperto. Poi, guardando bene, hanno capito: si trattava di un contenitore di terracotta smaltato delle dimensioni di una lattina, riempito con 264 monete d’oro risalenti ai tempi di Giacomo I e Giorgio I.

I due hanno iniziato a fare delle ricerche, riuscendo a farsi valutare il “bottino” fra 100 e 250mila sterline, più o meno da 113 a 283mila euro. La fluttuazione del valore è dovuta alle valutazioni nominali delle singole monete, mentre la cifra più alta indica il mercato delle reliquie numismatiche, dove gli appassionati sono disposti a spendere parecchio pur di assicurarsi i pezzi più rari. Le monete, che presentano pesanti segni di uso quotidiano, sono datate fra il 1610 e il 1727 e due in particolare, finiranno nelle mani del Tesoro inglese per via di una legge del 1996 secondo cui qualsiasi reperto con più di 300 anni viene acquistato dallo Stato al prezzo di mercato per poi essere dirottato verso musei e collezioni pubbliche. La più rara è una ghinea di Giorgio I del 1720 che, a causa di un errore di conio, non presenta la testa del re, e potrebbe raggiungere le 4.000 sterline (4.500 euro). Una ghinea di Carlo II del 1675, invece, ha un vistoso errore del nome latino “Craovls” invece di "Carolvs”, valutata 1.500 sterline (1.700 euro).

Le altre, che per poco non hanno superato i 300 anni, potranno finire tranquillamente all’asta facendo la gioia dei collezionisti. Secondo il responsabile del settore numismatico della “Spink & Son”, la casa d’aste londinese che si occuperà della vendita della straordinaria scoperta, il fatto di aver ritrovato parecchie monete nascoste sotto le assi di un pavimento non deve stupire: era usanza comune nelle famiglie benestanti, assicurarsi sempre una scorta di denaro ben nascosta da poter usare in caso di necessità.

E la residenza della fortunata coppia, conosciuta come “Ellerby Board”, era stata costruita da Joseph e Fernley-Maisters nel 1694, anno del loro matrimonio, ricchi mercanti di ferro, legno e carbone, morti rispettivamente nel 1725 e nel 1745.