
Capita che in Canada, come nel resto degli Stati Uniti, la popolazione vada pazza per i “Cheetos”, snack di farina di mais e formaggio prodotti dalla “Frito-Lay”, marchio di proprietà della “PepsiCo.” Già 10 anni fa, i 21 tipi differenti delle Cheetos rappresentavano il prodotto più venduto del continente americano, aiutato nella classifica da altri 36 Paesi nel resto del mondo, per un totale mal contato di 4 miliardi di dollari di incassi, che divisi per i pchi centesimi di costo di ogni sacchetto, significano una vera montagna di fiocchi di mais. Ma fino al 2021, lo scorso anno, all’elenco mancava l’Italia, Paese considerato ancora nella fase della scoperta.
Il vero piacere delle Cheetos, secondo diverse ricerche di mercato, arriva alla fine, quando i fiocchi di mais sono finiti ma sul fondo del sacchetto resta una polverina sfiziosissima, da assaporare intingendo le dita “altrimenti godi a metà”, come raccontava una celebre pubblicità.
Tutto questo, per tornare al Canada, spiega almeno in parte la vicenda che ha come protagonista Cheadle, minuscolo avamposto abitato da meno di 100 persone nella contea di Wheatland, nell’Alberta, Canada. Un posto dimenticato da tutti, tranne evidentemente dai distributori di Cheetos, al punto che l’azienda – avendo individuato il piccolo centro per via del nome, dopo cinque lunghissimi anni di ricerche - ha deciso di dedicare ai fiocchi di mais una statua alta 5 metri che raffigura delle dita i cui polpastrelli sono di colore arancione, come capita dopo aver intinto le dita nella “polverina”, sospingono verso l’alto un gigantesco fiocco di mais.
E la popolazione, a quanto si sappia, è ben contenta della trovata: nessuno che abbia avuto da ridire qualcosa o ricordato che – volendo - una statua avrebbe potuto ricordare qualche eroe della frontiera o cacciatore di orsi leggendario, per dire.
La statua è comunque un’opera d’arte a tempo, che sarà smantellata il 4 novembre prossimo, e già in molti si chiedono cosa sorgerà dopo.












