CURIOSITA' - Imparare le lingue nel momento del bisogno

È statistico: perfino i più grandi e immortali autori della letteratura classica, per quanto impegno ci abbiano messo in vita, presto o tardi sono finiti sula mensola di un cesso, relegati alla sacra pausa quotidiana, calcolata mediamente in 14 minuti al giorno, in realtà da impegnare a piacere fra libri, quotidiani, riviste, smartphone, tablet e ingredienti dello shampoo, in mancanza d’altro.

È un’equazione esatta: più è piacevole la lettura (o difficile il livello del giochino da superare), più il “periodo di chiusura” – dichiamo così – si prolunga. Attenzione, su questo si è già pronunciata la scienza medica, che ammonisce: stare troppo seduti sulla tazza del water favorisce l’insorgere di emorroidi. E le ferrovie inglesi dal canto loro starebbero pensando ad un modo per disconnettere i “bathroom” per evitare che i soliti maleducati le tengano in ostaggio lasciando il prossimo con un filino o un gomitolo in canna.

E allora, si è chiesto qualcuno: visto che quel momento quotidiano di sana perdita di tempo è fisiologico, e che il rotolo di triplo velo lungo 10 piani è uno dei beni di consumo più diffusi del pianeta, perché non metterli insieme per trasformarli in qualcosa di utile?

L’agenzia creativa Wieden+Kennedy di Amsterdam ha pensato di coinvolgere Duolingo, metodo internazionale di apprendimento per le lingue diffuso attraverso le applicazioni, per creare una collezione di rotoli di carta igienica multilingue che ad ogni strappo includono una lezione. Al momento sono disponibili cinque diversi idiomi (inglese, portoghese, spagnolo, cinese e giapponese), e le lezioni hanno la stessa brevità di quelle dell’app Duolingo, a difficoltà e tempo necessario crescente, secondo un principio che senza dichiararlo in fondo era già costruito intorno al time-for-toilet.

“Duolingo sa che una delle difficoltà più comuni per imparare una nuova lingua è il tempo - si legge nel comunicato stampa della W+K – così è nata l’idea di sviluppare un prodotto in grado di sfruttare i tempi morti, dandogli perfino un senso compiuto”.