CURIOSITA' - Il crollo epocale della Lotteria Italia
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Un tempo si chiamava Lotteria di Capodanno, e tradizionalmente si abbina alle più popolari trasmissioni televisive della Rai. La prima volta era stato nel 1957, quando un biglietto costava 500 lire e autorizzava a sognare di vincere 100 milioni, a patto di azzeccare i numeri estratti nel corso de Le canzoni della fortuna, una gara canora presentata da Raffaele Pisu, Antonella Steni, Adriana Serra e Renato Turi. A vincere fu Rocco Prospero, un impiegato delle poste di 63 anni, ma secondo i dati raccolti dalla Società italiana di psicologia, un vincitore su tre ha visto peggiorare la propria esistenza per quella che è definita “sindrome da ricchezza improvvisa”. Un disturbo che a conti fatti sarebbero pronti a rischiare in tanti.

Comunque sia, dal 1956 in poi è stato un crescendo di programmi e montepremi che hanno cambiato l’esistenza a centinaia di italiani, con diversi anni in cui trovare un tagliando era diventata impresa quasi impossibile: il record nel 1988, con 37 milioni di biglietti andati come il vento. Per chi ama le cifre, Fantastico è la trasmissione televisiva più volta abbinata alla Lotteria Italia, con 13 volte, seguita da Canzonissima con 12, La prova del cuoco con 7 e Carramba che sorpresa/che fortuna con 5.

Delle 13 lotterie nazionali degli anni Novanta, oggi resiste solo quella Nazionale, ma il tempo dei successi sembra ormai lontano. Quest’anno, in particolare, ad una manciata di giorni dall’estrazione del 6 gennaio, sono stati venduti 4,7 milioni di biglietti (per 23,5 milioni di euro di incasso) contro i quasi 7 dello scorso anno (34 milioni di euro), il 30% in meno di una cifra che era già ridicola rispetto al passato, ma comunque accettabile. È vero, ormai per giocare e incrociare le dita non è più necessario attendere la data dell’estrazione, basta un giro sul web o in una ricevitoria qualsiasi per scoprire che non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ma il crollo della Lotteria degli italiani per eccellenza fa comunque rumore, perché numeri così bassi non si vedevano da 40 anni almeno.

Gli esperti della Agipronews, agenzia specializzata nei giochi a pronostico e le scommesse, parlano di un mix di concause che ha contribuito ad allontanare gli italiani dall’ansia delle palline che scendono nel tubo trasparente. La colpa numero uno va sempre a lei, la pandemia, che ha costretto tanti a eliminare il superfluo, ma ha anche vietato viaggi e spostamenti, che statisticamente invogliavano a comprare il biglietto negli autogrill, nelle stazioni o negli aeroporti.

Per chi ancora spera, l’appuntamento è fissato a mercoledì 6 gennaio, quando nel corso di I soliti ignoti saranno annunciati i biglietti vincenti, con un primo premio fissato in 5 milioni di euro. Buttali via.