
Dominic Toretto è un duro: appassionato di auto e motori, abilissimo al volante, a cambiargli è stato assistere impotente all’omicidio del padre, morto durante una gara automobilista per colpa della scorrettezza di un avversario. Ma “Dom” Toretto non esiste, è uno dei personaggi principali della saga di “Fast and Furious”, interpretato da Vin Diesel, attore californiano classe 1967 che deve al ruolo una fama planetaria.
Ma come spesso accade, c’è in giro chi fatica a distinguere una finzione scenica dalla realtà, o comunque quello che per Vin Diesel è uno dei tanti ruoli interpretati per mestiere.
Così, da quando si è sparsa la voce dell’indirizzo dove vive l’attore, la pace è definitivamente finita nel tranquillo quartiere di Angelino Heights, zona residenziale di Los Angeles conosciuta per le dimore vittoriane. Di notte come di giorno, decine e decine di fan non fanno altro che sfrecciare facendo tappa prima davanti alla residenza di Vin Diesel (vittoriana anche quella), al 722 di East Kensington Road, e subito dopo al “Bob’s Market”, il negozio di famiglia nella finzione cinematografica, al 1234 di Bellevue Avenue, per rendere omaggio al coraggioso Toretto, o forse nella speranza di essere notati e ingaggiati da Vin Diesel per il prossimo capitolo del film.
Un via vai di gente che sgasa, accelera, frena e fa stridere le gomme che ha fatto leva sui nervi del vicinato, che fra l’altro annovera altre celebrità di Hollywood. Dopo le prime proteste, il comitato di quartiere ha appena annunciato una sonora protesta per boicottare le riprese di “Fast X”, la stessa pellicola di cui mesi fa erano stati girati gli esterni a Torino. “Organizzeremo una giornata protesta invitando quanti più giornalisti e telecamere sia possibile: vogliamo rendere omaggio alle 178 persone che sono state uccise per le strade di Los Angeles e svergognare la ‘Universal Pictures’ per l’insensibile disprezzo mostrato verso l’epidemia di corse su strada nata dalla saga Fast and Furious”. A dare conforto alla protesta ci sono i numeri ufficiali, che parlano di un aumento del 21% di incidenti mortali e vittime della strada in tutti gli Stati Uniti nel giro di un solo anno.











