
Beppe Fenoglio muore la notte del 18 febbraio 1963, a 41 anni, in un letto dell’ospedale Molinette, dov’era ricoverato per un cancro ai bronchi. Era nato il 1° marzo del 1922 ad Alba, primo dei tre figli di Amilcare e Margherita.
Dopo il ginnasio, si era iscritto all’Università di Torino, ma il richiamo sotto le armi lo costringe a interrompere gli studi. Nel 1953 entra nelle formazioni partigiane, esperienza che lo porta a scrivere i suoi primi romanzi, Primavera di bellezza, Una questione privata e Il Partigiano Johnny, il suo capolavoro, pubblicato postumo cinque anni dopo la morte. Nel 1960 sposa Luciana Lombardi, da cui l’anno successivo avrà la sua unica figlia, Margherita.
Considerato uno dei più grandi e innovatori scrittori del Novecento, Fenoglio passa alla storia come una persona schiva e appartata che ha scelto di raccontare un’epoca drammatica vissuta nelle Langhe, la zona del Piemonte a cui sarebbe rimasto legato per tutta la vita. La sua è la visione della violenza insita dell’animo umano di cui la guerra è la massima espressione possibile, e attraverso la leggendaria Olivetti Studio 44 Fenoglio ne racconta dolori, sofferenze e crudeltà, mettendo a paragone il la dolenza di un combattente e quello del parto di una donna, l’eterno filo di tormenti che unisce la vita e la morte.
A 100 anni dalla nascita dello scrittore-partigiano, è stato ideato un anno di eventi diviso su quattro capitoli, come un romanzo, e articolato su un fitto calendario di iniziative che idealmente prende il via con Segreto cadiopulso, un’installazione artistica di Emilio Ferro composta da quattro raggi di luce su musiche di Max Casacci dei “Subsonica”, che ha riprodotto i suoni della macchina da scrivere di Fenoglio e quelli della sua città natale. Dedicata ai celebri ventitré giorni di Alba, sarà posizionata in piazza Rossetti, di fronte al Centro Studi Fenoglio.
È stato Neri Marcorè, il 1 marzo scorso, ad inaugurare dal palco del Teatro Sociale G. Busca il programma di Beppe Fenoglio 2022, seguita dal 4 marzo all’esposizione sul linguaggio fenogliano ospitata a Palazzo Banca d’Alba.
Seguono diverse passeggiate lungo i sentieri e i luoghi che hanno fatto da ispirazione a Fenoglio lungo le colline della Valle Belbo. Doveroso, il prossimo 25 aprile, dedicare la Festa della Liberazione allo scrittore albese, con la riproposizione nelle sale de “Il Partigiano Johnny”, film diretto nel 2000 da Guido Chiesa e interpretato da Stefano Dionisi, Fabrizio Gifuni, Giuseppe Cederna, Umberto Orsini, Claudio Amendola, Fabio De Luigi e Flavio Insinna, di recente restaurato nei laboratori di Cinecittà.
Nel lungo calendario di eventi anche due festival: ËN-PÌ (uno di più), un mix di letteratura, cultura, musica e storia programma il 7 e l’8 maggio prossimi, e Funamboli – Parole in equilibrio del 28 maggio, data in cui sarà inaugurata anche la mostra fotografica delle resistenza.
Informazioni, date e dettagli dell’evento sul sito www.beppefenoglio22.it.












