CORONAVIRUS - Una variante dell'etilometro svela il contagio
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Nell’attesa dell’arrivo del vaccino, unica strada percorribile perché il mondo riesca a lasciarsi alle spalle l’incubo della pandemia, se tutto va bene, a breve potremo almeno dire addio al fastidioso tampone rino-faringeo, finora unico metodo possibile per diagnosticare la positività al coronavirus Sars-CoV-2.

La novità, testata in queste settimane presso l’ospedale La Croix-Rousse di Lione, in Francia, si chiama Vocus PTR-TOF ed è un macchinario in grado di stabilire la presenza o meno dell’infezione attraverso i composti chimici emessi dai pazienti con la respirazione. Una sorta di “etilometro” in versione coronavirus dotato di un monitor collegato ad un tubo dentro a cui è sufficiente respirare. Nel giro di pochi secondi, analizzando le molecole volatili, lo schermo segnala la positività o le negatività.

La prima fase di test del Vocus PTR-TOF, a cui sono stati sottoposti decine di pazienti, si è conclusa, e sta iniziando la seconda e definitiva parte della sperimentazione. “Poter disporre di un test come questo significa avere i risultati in tempo reale, un progresso che significa poter isolare e nel caso ricoverare immediatamente i pazienti”, ha dichiarato all’agenzia di stampa inglese Reuters il professor Jean-Christophe Richard, primario del reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Lione. L’unico punto a sfavore, al momento, è legato al costo del macchinario, che potrebbe limitarne la diffusione.