
Messi da parte i calciatori e gli chef, i veri eroi di questi mesi complicati sono i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari, spesso neolaureati o specializzandi gettati ugualmente nella mischia, gente che in tutto il mondo sta combattendo una battaglia impari contro un virus che avanza e uccide.
Non ci sarà mai modo di ringraziarli a sufficienza per i sacrifici immensi a cui sono sottoposti, a costo della loro stessa vita e di quella dei loro familiari. E non ci sarà spazio o minuto di silenzio che basti, per ricordare uno per uno tutti coloro che hanno pagato con la vita la difficile missione di aiutare il prossimo, scelta tanti anni prima.
Ai tanti omaggi e alle infinite storie di coraggio che in queste settimane arrivano da ogni parte del mondo, si aggiunge un altro “grazie”, molto particolare perché delicato, ma altrettanto efficace. È quello dei lavori di Alireza Pakdel, un illustratore, di origini iraniane che ha voluto dedicare a medici, infermieri, volontari della protezione civile, polizia, militari dell’esercito e vigili del fuoco una serie di tavole che hanno un tema unico: la lotta tra il virus che pretende nuove vite da stroncare e gli “eroi” delle prime linee, che non vogliono cederne neanche una.
I disegni sono messaggi diretti che attraverso il più semplice e chiaro dei linguaggi mostrano scene estremamente chiare: due medici impegnati a spezzare le manette a forma di coronavirus che stringono i polsi dell’umanità, o ancora gente caduta in una pozza verdastra e malefica a forma di virus che vengono tirati fuori da infermieri che li portano via a spalle, ancora il medico che fa da scudo a un gruppo di pazienti, offrendosi in prima persona alla morte con la falce in una mano e nell’altra la cellula del coronavirus pronta da lanciare.
Pakdel, noto caricaturista, fumettista e character designer di 39 anni che in carriera ha vinto oltre 100 premi, è balzato agli onori delle cronache tre anni fa, quando si è aggiudicato l’edizione 2017 del World Press Cartoon, premio internazionale riservato ai cartoon in scena ogni anno in Portogallo. Il suo disegno, Immigrants, è un pugno nello stomaco scagliato che fa ancora più male perché con estrema delicatezza, una denuncia fortissima dall’aria gentile: mostra gente impassibile davanti alla grande vasca di un acquario che ammira migranti cadono da un barcone naufragato e diretto verso il fondo del mare.












