
Ci sarebbe un modo molto pratico ed efficace per convincere i tedeschi a scendere a più miti consigli sul futuro economico dell’Europa: minacciarli di fermare i treni speciali che da giorni riforniscono di prodotti italiani il Paese della signora Merkel.
A parte l’idea di bloccare i convogli, ovviamente inattuabile a meno di non rischiare una crisi diplomatica, la notizia non è affatto una bufala: in Germania è scattato l’allarme pasta, lanciato attraverso un comunicato stampa dalla catena di supermercati tedeschi Aldi, molto diffusi nel nord Europa.
Aldi, acronimo di “Albrecht-Discount”, lamenta una carenza di approvvigionamenti di pasta, riso, formaggio, pane e farina che rischiano di lasciare a secco le scorte dei suoi 2.298 punti vendita: “Diversi treni speciali hanno già portato oltre 60mila pacchi di fusilli, più di 75mila confezioni di penne e 250mila di spaghetti dall’Italia al nostro centro di distribuzione di Norimberga”. Un traffico di merci confermati dalla “Schenker”, dipartimento logistico delle Deutche Bahn, le ferrovie tedesche, che assicura di aver già consegnato 200 tonnellate di pasta, solo una prima parte dei numerosi ordini da vedere nei prossimi giorni.
A causa dei timori per la pandemia, in Germania la domanda di pasta italiana è cresciuta, spiega la direzione di Aldi, insieme a quella di tutti gli alimenti a lunga scadenza: “Le difficili condizioni generali rappresentano una grande sfida, in particolare le ridotte capacità di trasporto internazionale. Uno dei nostri principali fornitori è la ‘Nola’, in provincia di Napoli: i camion trasportano le merci fino al nord Italia, dove la spedizione prosegue verso la Germania su ferrovia, ma l’operazione richiede più tempo del solito”.












