CORONAVIRUS - Il fenomeno della Balcony Music

Saremo anche confusionari, pasticcioni ed esagerati, ma anche nei lunghi giorni del coronavirus, chiusi in casa come il resto del mondo, gli italiani riescono sempre a tirare fuori una marcia in più.

Non c’è quotidiano o sito nel mondo che in questi giorni non abbia parlato di quella che ormai tutti chiamano Balcony Music, la musica dal balcone. Quei piccoli flashmob spontanei che prima hanno portato qualcuno a uscire sul balcone con la chitarra a tracolla, per cantare qualcosa che aveva in mente, e subito dopo sono diventati una piccola mania condominiale fatta rimbalzare sui social. Una terapia fatta di poche gocce serali di buon umore in un momento in cui a regnare è una paura dettata da numeri implacabili.

A lanciare l’idea pare sia stata la band romana FanfaRoma, invitando l’Italia attraverso i social ad un flashmob di massa, per trasformare l’intero Paese in un enorme concerto all’aperto. Da lì, si sono aperte le dighe: dai bambini che con il flauto strapazzano un po’ l’Inno di Mameli, ma rientrano in casa coperti ugualmente dagli applausi del vicinato, a chi ha tirato fuori dagli armadi violini, sassofoni, fisarmoniche, tamburelli e mandolini per intonare una canzone, seguito dal coro puntuale dei vicini di casa. A Napoli si segnalano live session di “caccavelle” e successi di cantanti neomelodici, a Trastereve e alla Garbatella record assoluto per “Roma capoccia” e “Grazie Roma” di Venditti, a Foggia impazzano le “tamurriate” collettive, a Milano va per la maggiore “O mia bela Madunina”, a Bologna i successi di Lucio Dalla e a Torino “Azzurro” di Celentano.

Non è una gara, e non importa se qualche accordo e molti gli acuti - ogni tanto - vanno per conto loro: è più voglia di stringersi senza poterlo fare, di dare un segno di presenza umana nelle città immerse in un silenzio irreale, spezzato solo dalle sirene delle ambulanze.

Perfino chi la musica la fa per mestiere, ha voluto partecipare, regalando “live” improvvisati dalla finestra o dal balcone: Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, che dalla finestra della sua abitazione, a Roma, ha mandato ai posteri una memorabile interpretazione di “Quanno chiove” di Pino Daniele, o Fedez, che dal balcone del suo attico esclusivo in zona City Life, a Milano, ha regalato al vicinato una carrellata di celebri canzoni italiane sbancando i social di like e visualizzazioni.

Ma non sono loro, i veri protagonisti di un fenomeno che sta attraversando l’Italia da nord a sud, e sempre più spesso ha come colonna sonora le parole del Canto degli Italiani, vero nome dell’inno del 1847, musicato da Michele Novaro su parole di Goffredo Mameli. Sì, perché secondo la classifica ufficiale di Balcony Music, a guidare la settimana è il patriottico Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta, seguito da “Azzurro” dell’Adriano nazionale, “Il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano, “L’Italiano” di Cutugno, “Certe Notti” di Ligabue, “Viva l’Italia” di De Gregori e “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri.