COMICS - E finalmente Minnie porta i pantaloni

Il vero nome di Minnie, l’eterna fidanzata di Topolino, è Minerva, e ufficialmente è nata dalla matita di Walt Disney e Ub Iwerks nel lontano 1928. Nell’universo Disney si tratta di una topolina vezzosa assai, vestita con scarpe col tacco, fioco sulla testa e un abitino rosso a pois da cui spesso fanno capolino delle mutandine di pizzo. È così da 93 anni – o meglio – è stata così per tutto questo tempo, fino a quando la Walt Disney Company, per celebrare i 30 anni di apertura del parco Disneyland Paris, ha chiesto a Stella McCartney, la talentuosa stilista figlia dell’ex Beatles Paul, di creare un nuovo look per Minnie Mouse.

E così è stato: messo da parte l’abito rosso a pois che l’accompagna da una vita, Minnie indossa un elegante completo pantalone blu scuro e pois neri, con fiocco in testa coordinato.

“Sono felice di lavorare con un’icona unica come Minnie - ha raccontato Stella McCartney - lei ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore, perché condividiamo gli stessi valori. Quello che amo di Minnie è che incarna la felicità e l’autenticità e che sia d’ispirazione per le persone di ogni età in tutto il mondo. E poi ha uno stile fantastico. Volevo che indossasse i suoi primi pantaloni a Disneyland Parigi, così ho disegnato uno dei miei outfit iconici, un tuxedo blu, usando tessuti da fonti sostenibili. Questa nuova interpretazione dei suoi caratteristici pois rende Minnie un simbolo di progresso per le nuove generazioni”.

Il parco di Parigi

Era dalla metà degli anni Settanta, che la Walt Disney Company, colosso americano dell’entertainment, aveva in mente di aprire un parco a tema in Europa: dopo infiniti sopralluoghi, gli ingegneri della società californiana individuano 1.200 siti possibili sparsi tra Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Italia e Gran Bretagna. Terminata la necessaria scrematura, in lizza restano Francia e Spagna, Paesi scelti per via della posizione strategica e il clima necessario per garantire più giorni di massima apertura. Dovendo arrivare necessariamente a salvarne solo uno la spunta la Francia, e tutto sembrava deciso per Tolone, città nei pressi di Marsiglia, affacciata sul Mediterraneo, ma per via delle caratteristiche dell’area non se ne fa nulla.

La secondo opzione è Marne-la-Vallée, zona verde a 32 km da Parigi in una posizione che rappresenta idealmente il centro dell’Europa, come da richieste della Disney raggiungibile in non più di quattro ore di viaggio per 68 milioni di persone e 2 ore di volo per il resto degli europei.

Con un budget iniziale di 15 miliardi di franchi francesi, i lavori iniziano nel 1988 e parlano di quasi 23 km quadrati da sviluppare entro il 2000, con strutture alberghiere per 5.200 camere, uffici, teatri, centri commerciali e ricreativi.

Come sempre, non mancano le polemiche e l’ostruzionismo di perbenisti e intellettuali francesi, che ritengono l’apertura del parco un avamposto europeo dello sfrenato consumismo americano. In un clima sempre più acceso, che sfocia anche in sit-in di protesta davanti al cantiere, il parco di “Euro Disney” – il primo nome scelto – apre ufficialmente i battenti il 12 aprile del 1992.

Oggi, alla soglia del trentesimo compleanno, Disneyland Paris include due parchi a tema, il Disney village, 6 hotel, un campeggio, un campo da golf, tre stazioni ferroviaria e due centri commerciali. Si divide in cinque temi: Main Street USA, Frontierland, Adventureland, Fantasyland e Discoveryland, ed è ancora oggi il parco a tema più visitato d’Europa. Nel 2019, ultimo anno di apertura completa prima della pandemia, ha ospitato quasi 15milioni di persone.