
In genere, il ciuccio si abbandona fra i 6 ed i 12 mesi, dando l’addio per sempre ad uno strumento che ha lo straordinario potere di calmare e confortare i bimbi piccoli.
Ecco, nella frase che precede c’è un passaggio da rivedere: addio per sempre. La colpa questa volta è tutta colpa dei cinesi, popolo alle prese con una tendenza che raccontano il ritorno all’uso del ciuccio da parte di adulti, gente grande e vaccinata che non sapendo più a che santo votarsi per combattere lo stress, l’ansia e l’insonnia, ha pensato fosse sensato un salto nelle abitudini della prima infanzia, quando la vita era molto più semplice.
A conti fatti un segno di regressione della società poco confortante che secondo gli esperti è sintomo di un periodo storico segnato da incertezze e pressioni che spingono le menti più deboli a tentare di trovare rifugio in quello che tendenzialmente è uno dei periodi più belli e felici della vita.
Ma al risvolto psicologico, da non sottovalutare, si aggiunge l’allarme lanciato dai medici, che ricordano la differenza fondamentale fra la struttura orale di un bambino e quella di un adulto, con la conseguenza che un uso prolungato del ciuccio da parte di gente grandicella può causare malocclusioni dentali, problemi alle articolazioni mandibolari, dolori scheletrici e problemi nell’apertura della bocca.
Eppure, alla faccia di ogni controindicazione, il trend è confortato da cifre che danno i ciucci per adulti fra i gadget più in crescita, con una varietà di misure, design e prezzi davvero per tutte le culle, pardon, tasche. Si va da una manciata di euro fino a superare tranquillamente il centinaio, anche se è soprattutto sui social che la tendenza si mostra in tutta la sua potenza, con migliaia di post di gente che per non perdere la calma negli ingorghi del traffico si attacca al ciuccio, o fa lo stesso di nascosto in ufficio per scongiurare lo stress.











